Truffe agli anziani, prepararsi prima della telefonata

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Nei giorni scorsi abbiamo raccontato nuovi tentativi di truffa ad Altavilla Irpina. Una donna era stata contattata da persone che si fingevano Carabinieri e parlavano di una presunta clonazione della carta. Le avevano anche annunciato l’arrivo di militari a casa per “sistemare” la situazione.

 

La donna ha fatto la cosa giusta: ha interrotto il contatto, chiamato direttamente la Stazione dei Carabinieri e segnalato il tentativo.

 

Quando una telefonata arriva all’improvviso e mette fretta, però, ragionare con calma diventa più difficile. Per questo alcune regole conviene deciderle prima, insieme ai familiari più esposti a questo tipo di truffe.

Decidere prima chi chiamare

Può bastare una regola molto semplice: se qualcuno chiede soldi, codici o dati bancari con urgenza, si chiude la chiamata e si contatta una persona conosciuta.

 

Può essere un figlio, un nipote, un vicino o un altro familiare facilmente raggiungibile.

 

L’importante è che questo accordo esista già. Se chi telefona dice che non c’è tempo, che bisogna agire subito o che non si deve parlare con nessuno, quello è proprio il momento di fermarsi.

Tenere a portata di mano i numeri ufficiali

Banca, 112 e altri contatti importanti possono essere salvati nella rubrica con nomi chiari.

 

In questo modo, davanti a una telefonata sospetta, si può chiudere e richiamare autonomamente il numero ufficiale invece di usare quello indicato da chi sta cercando di convincerci.

 

C’è anche un altro dettaglio da conoscere. Il numero che appare sul telefono può essere falsificato. Con il caller ID spoofing, una chiamata può sembrare provenire da un numero diverso da quello reale. Per questo il numero sul display non è una prova sufficiente dell’identità di chi chiama.

Evitare password e codici nelle chat

Nelle famiglie capita spesso che chi è più pratico aiuti genitori o nonni con email, servizi pubblici e acquisti online.

 

Il problema nasce quando password, PIN o codici finiscono in chat, SMS o fogli lasciati vicino al computer.

 

Meglio usare credenziali diverse per gli account importanti e non inviarle attraverso messaggi ordinari. Un gestore password può aiutare a conservarle senza dover usare sempre la stessa combinazione o ricordarle tutte.

 

Resta comunque una regola di base: se qualcuno convince una persona a comunicare volontariamente password, PIN o codici temporanei, nessun programma può impedire quella consegna.

Proteggere gli account che contano di più

Email, banca e identità digitale meritano più attenzione perché spesso permettono di accedere ad altri servizi.

 

Dove possibile, conviene attivare un secondo fattore di autenticazione. In questo modo, conoscere soltanto la password può non bastare per completare l’accesso.

 

È utile anche controllare periodicamente quali dispositivi risultano collegati e verificare che numero di telefono ed email di recupero siano ancora corretti.

 

Le credenziali CieID, SPID e quelle dei servizi bancari non vanno comunicate a chi telefona dicendo di dover fare una verifica urgente. Se c’è un dubbio, si chiude la chiamata e si ricontatta il servizio attraverso i canali ufficiali.

Un accordo semplice da tenere in famiglia

Non servono procedure complicate.

 

Prima della chiamata: salvare i numeri utili, scegliere chi contattare in caso di dubbio e mettere ordine negli accessi più importanti.

 

Durante: non comunicare password, PIN, codici OTP o dati bancari. Se viene chiesto denaro con urgenza, interrompere la conversazione.

 

Subito dopo: chiamare la persona di riferimento, la banca o le forze dell’ordine usando recapiti già conosciuti.

 

Se qualche dato è già stato comunicato o un pagamento è stato autorizzato, bisogna dirlo subito. Aspettare per vergogna o paura può rendere più difficile intervenire.

Parlarne prima aiuta davvero

Ad Altavilla il sindaco Mario Vanni ha invitato i cittadini a telefonare a genitori, nonni, parenti e vicini anziani per metterli in guardia.

 

È un consiglio molto concreto. Una chiamata truffaldina arriva senza preavviso, ma alcune risposte possono essere preparate prima.

 

Sapere chi contattare, quali dati non comunicare e quali numeri usare quando nasce un dubbio toglie spazio alla fretta, che resta una delle armi più usate da chi tenta questo tipo di raggiro.