L’INCHIESTA/Altavilla Irpina, ecco come enormi flussi di droga scorrono lungo le strade irpine

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Ilenia Gubitosa – E’ particolarmente enigmatico il fatto che Altavilla Irpina, un paesino che conta poco più di 4mila abitanti, possa detenere uno dei primati irpini più importanti relativamente al traffico di droga. Un notevole mercato che pare riesca a generare affari per centinaia di migliaia di euro ogni mese. Infatti è ormai noto che in questa piccola località irpina operano i massimi esponenti della cellula di spaccio. Probabilmente per la sua posizione geografica a ridosso delle province di Avellino, Benevento e Caserta, Altavilla si è rilevata essere – e non solo negli ultimi anni – un crocevia ideale per il fiorente mercato dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Hashish, marijuana ma soprattutto cocaina, addirittura negli anni scorsi d’importazione colombiana. Mentre negli ultimi periodi la droga proverrebbe più da Napoli e paesi limitrofi, come Secondigliano e Scampia. A tal proposito da Napoli qualcuno avrebbe rivendicato la sua parte perché messo a conoscenza proprio dai colombiani che li riforniscono. Informazioni arrivate direttamente dalla Colombia avrebbero messo in guardia i vertici napoletani sul giro estero intrapreso dai grossisti della droga di Altavilla Irpina.
Proprio per il primato che detiene, Altavilla è stata più volte oggetto di attività da parte delle forze dell’ordine nel tempo.
Nel 2013 la polizia con una lunga attività di indagine ha rinvenuto, in un casolare abbandonato in campagna, 62 panetti di hashish per un peso di oltre sei chili, pari a oltre 25mila dosi medie. Le indagini hanno fatto venire alla luce un imponente giro di droga che si sviluppava fra Irpinia e Sannio con epicentro ad Altavilla. E così furono tratti in arresto Marino Roberto e Marrone Amerigo, entrambi pregiudicati del posto.
Più recentemente, nell’ambito di un’operazione anti-droga condotta dalle questure di Grosseto e Avellino, è stato individuato un asse di spaccio Colombia-Irpinia che passava proprio per Altavilla.
A confermalo il pentito colombiano Edikson Bernard Geao, 30enne condannato a 20 anni anche per spaccio internazionale di sostanze stupefacenti. Un pezzo grosso che era riuscito a creare un ponte tra Colombia e Italia su cui far viaggiare chili di cocaina destinata anche alle piazze dell’Irpinia.
Genao, insieme a Ciro Miraglia, un 34enne napoletano anche lui finito agli arresti, aveva dei giri loschi ad Altavilla tanto che nel comune irpino è stata dimostrata perfino la sua presenza.
Sempre per possesso di cocaina, è stato segnalato un 40enne dopo un servizio perlustrativo dei militari dell’Arma. Ancora, nel settembre 2019 è stata tratta in arresto quella che i giornali hanno poi definito “lady Droga”. La 43enne è stata beccata dagli agenti della Mobile con 11 dosi di cocaina nel reggipetto.
Solo qualche mese fa la scoperta di oltre 100 grammi di cocaina in un garage di proprietà di un pluripregiudicato del posto. Oltre alla droga sono stati rinvenuti vari bilancini, materiale utile al confezionamento delle dosi e 960 euro in contanti probabilmente provenienti dall’attività di spaccio.
Diverse sono state anche le operazioni che hanno riguardato lo spaccio e il consumo di hashish. Qui l’età media di assuntori e spacciatori è decisamente più bassa: nel maggio 2019 un 26enne è stato denunciato per aver venduto 21 grammi di hashish ad altri tre giovani. Qualche mese prima erano invece finiti nei guai due fratelli beccati per possesso di un panetto di hashish dal peso di 100 grammi.
Infine, risale a qualche giorno fa l’ultimissima operazione che ha interessato lo smercio di droga ad Altavilla Irpina, una segnalazione arrivata alla polizia che ha permesso di arrestare una 42enne del posto. La donna gestiva una vendita al dettaglio direttamente nella sua abitazione che si trova nel quartiere delle case popolari di Altavilla.
Al momento sembrerebbe un mercato fuori legge ben radicato quello di Altavilla Irpina, che fa scorrere fiumi di stupefacenti lungo diverse località irpine come Avellino, Serino, Solofra, Montoro, Forino, Atripalda, Monteforte e Mercogliano.
Una realtà consolidata grazie ad un’organizzazione che, seppur tratti mercati illegali, non ha nulla da invidiare ad una qualsiasi azienda leader nel settore: ognuno il suo ruolo, ognuno la sua mansione, tutto è strutturato nei minimi dettagli per mandare avanti l’attività illecita. Ad ogni persona coinvolta pare sia stato attribuito un preciso compito a seconda della propria competenza. Senz’altro tutte funzioni di grande responsabilità con relativi rischi e pericoli, ma ogni collaboratore è pronto a prendersene carico.
E come ogni impresa che si rispetti, il titolare impartisce gli ordini e prende decisioni dall’alto della sua organizzazione, ma soprattutto provvede all’approvvigionamento degli stupefacenti. Si tratta di veri e propri investimenti che vengono fatti in questo campo con l’aiuto della liquidità che proviene da altrettanti giri illeciti, quali riciclaggio ed estorsioni. Ma c’è anche un’altra modalità molto gettonata in questo campo, il fornitore vende a credito, cioè il saldo della droga verrà effettuato dall’acquirente solo dopo averla venduta sul mercato. Infatti, il capo ha soprattutto il compito di mediare i rapporti con altre realtà criminose e inoltre, come se non bastasse, ha da gestire tutto il personale e procura gli appositi mezzi per il trasporto degli stupefacenti.
A prescindere se siano donne o uomini e dalla mansione che essi svolgono, i familiari dei vertici hanno un ruolo fondamentale in questo ambiente, in quanto solo le persone di fiducia possono garantire al giro criminoso affidabilità e sicurezza.
Poi c’è la figura dell’estorsore, che sarebbe colui il quale ha il compito di incrementare le casse per avere maggiori disponibilità di investimento nel mercato della droga.
Indubbiamente, come in ogni ditta che si rispetti, non può mancare chi custodisce e gestisce i depositi: il magazziniere si prende cura di tutti i processi che vanno dal ritiro della droga alla preparazione, per poi arrivare fino alla consegna per lo spaccio.
Ma senza gli spacciatori tutto questo giro non sarebbe possibile, un incarico che prima di entrare nel vivo dello smercio degli stupefacenti deve garantire collaborazione nella distribuzione e nel trasporto. Inoltre a loro è dato l’arduo compito di assicurare acquisti periodici e costanti all’organizzazione procacciando clienti. Più precisamente, dalle notizie di cronaca si apprende che un punto molto utilizzato per lo smercio di droga in passato ad Altavilla, sia stato un autolavaggio del posto che riusciva a gestire una buona fetta di mercato relativamente a diverse tipologie di stupefacenti. Infatti tra un lavaggio e l’altro si preparavano agli acquirenti le dosi richieste. L’attività d’indagine, avviata dai carabinieri nell’ottobre 2004, portò alla scoperta di un vero e proprio centro commerciale della droga. Il noto autolavaggio era la copertura dell’attività illecita, la droga veniva occultata tra le carcasse degli pneumatici e tra i rifiuti.
Un’altra interessante figura è quella dell’affidatario, un uomo di fiducia che lavora fianco a fianco con il capo, spalleggiandolo in tutte le attività gestionali, ricoprendo talvolta anche funzioni di autista, di accompagnatore e nelle operazioni più delicate è pronto a rivestire i panni del guardaspalle.
In ultimo, ma non per importanza, c’è la figura del corriere che è fondamentale in questo settore. Un ruolo delicato che ha il compito anche di conservare e custodire la merce, oltre che quello di trasportarla. Una funzione svolta dal personale addetto con a disposizione mezzi dotati di appositi nascondigli progettati appositamente per il trasporto della droga. Il corriere, riceve dei compensi che vanno dai 1000 ai 2000 euro per ogni trasporto; dipende dal viaggio che dovrà percorrere e dal rischio ad esso correlato.
Dallo storico delle cronache locali si può denotare come ad Altavilla siano cambiate le dinamiche al comando dell’organizzazione nel corso del tempo. Agli esordi compariva una sola persona al vertice, ma a seguito di alcune “incomprensioni familiari” e con il passare del tempo il gruppo si sarebbe diviso, diventando come due lati della stessa medaglia. Quindi attualmente la guida potrebbe essere nelle mani di due capi ben distinti, che pare convivano nella stessa zona riuscendo anche a portare avanti una discreta tolleranza lavorativa.
Anche in questo caso, tale condizione fa sorgere qualche interrogativo. Come mai le grandi famiglie criminali avellinesi non rivendicano il mercato della droga ad Altavilla Irpina? Potrebbero esserci taciti accordi in tal senso? Sicuramente nel tempo qualcuno ad Altavilla è riuscito a guadagnarsi il benestare dei clan irpini affinchè potesse andare sempre tutto liscio. Ma dopo le recenti operazioni di polizia e a seguito del duro colpo che ha smantellato il clan Partenio, gli equilibri sono rimasti gli stessi ad Altavilla Irpina, oppure la gestione di questi enormi flussi di stupefacenti ha subito qualche cambiamento?
Un panorama che delinea una tristissima realtà, rappresentata da venditori di morte che procacciano anche giovanissimi pur di incrementare il loro losco giro. Una nota che resta decisamente stonata in mezzo ad uno dei più belli e suggestivi paesi irpini.

Seguiranno aggiornamenti relativamente all’approfondimento di Irpinianews sul mercato della droga nei diversi paesi dell’ Irpinia.

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