Isochimica, giornata storica nell’aula bunker di Poggioreale: attesa per la sentenza

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Giornata storica per la vicenda ex Isochimica di Avellino. A 31 anni dalla chiusura dell’opificio e a 14 dall’inizio dell’inchiesta, è attesa oggi, nell’aula bunker di Poggioreale, la sentenza di condanna di primo grado per i 27 imputati accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, disastro ambientale continuato, lesioni dolose e omissione in atti di ufficio.

33 gli ex operai della fabbrica di Borgo Ferrovia che negli anni si sono ammalati e poi morti. Per anni hanno scoibentato, anche a mani nude, tonnellate di amianto presenti nelle carrozze che Ferrovie dello Stato commissionava al patron Elio Graziano, principale imputato del processo e deceduto nel marzo 2017 all’età di 85 anni.

Una storia iniziata nell’immediato post-terremoto e che aveva dato speranza a tanti lavoratori irpini. Sei anni dopo però i sindacati segnalarono come la lavorazione dell’amianto stesse provocando danni alla salute del personale addetto e all’ambiente, con preoccupante e diffuso allarme anche per gli abitanti del popoloso quartiere.

L’allora giunta comunale, presieduta dal sindaco Enzo Venezia, dichiarò Isochimica industria insalubre di prima classe e a seguire l’attività fu sospesa. Un anno dopo, la prima perizia tecnica per l’accertamento dei livelli di inquinamento del sito, a seguire il fallimento con sentenza del tribunale di Avellino. Oggi il sito è oggetto di un importante operazione di bonifica.

Gli operai insieme ai familiari non saranno presenti al processo ma presidieranno i cancelli dell’ex opificio di Borgo Ferrovia. Tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, probabilmente, il collegio presieduto dal giudice Sonia Matarazzo leggerà la sentenza.

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