FOTO E VIDEO / “Non si può morire così a 20 anni, abbiamo paura anche ad uscire di casa”. Gli studenti piangono Roberto Bembo

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Ancora tanti cuori che battono all’unisono per Roberto Bembo. A Mercogliano, al suo funerale, la maggior parte lo conosceva. Lo aveva visto crescere. Oggi, molto probabilmente, in tanti non lo conoscevano direttamente. Come ammette Marco, rappresentante dell’Imbriani, l’istituto di contrada Baccanico.

“Non lo conoscevo direttamente ma non nascondo che, quando ho saputo della sua morte, ho pianto. La violenza va sempre condannata, ora siamo arrivati all’apice. E noi, la violenza, la ripudiamo sempre e in ogni forma. E’ sempre troppo presto per morire, a 20 anni lo è ancora di più”.

Voci, parole e lacrime che si confondono alle tante belle scritte sui striscioni, tutte in onore del ragazzo di Mercogliano accoltellato la mattina di Capodanno davanti ad un bar di Torrette e morto mercoledì scorso in ospedale, a causa delle ferite troppo gravi riportate. “Sarai la stella più bella del cielo. Brilla pià che puoi”. E ancora: “Per sempre con noi”. Oppure: “Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta”.

Sono le scuole di Avellino, sono i suoi coetanei. Oggi, in maniera spontanea e nonostante la pioggia, hanno voluto dedicargli un corteo. Silenzioso ma carico di significati. Sono partiti dall’Itis Dorso di via Morelli e Silvati, dove c’era anche la silenziosa presenza del sindaco Festa. Davanti all’Amatucci di viale Italia, la scuola che ha frequentato Roberto, i ragazzi si sono fermati. Un lungo applauso e fumogeni.

Il cielo si è colorato di blu, come simbolo dell’infinito e del ritrovarsi un giorno; di rosso, il colore preferito di Roberto; di bianco, simbolo dell’innocenza.

Poi il lungo serpentone, più di 600 i ragazzi presenti, forse un migliaio, ha attraversato tutto il Corso e si è fermato in piazza Libertà. Per riflettere e pregare insieme a Don Vitaliano Della Sala.

“Oggi – dice una ragazza dell’Itis – siamo qui non solo per Roberto. Oggi siamo qui per dire che non si può morire così, che un giovane non può morire così. Ma cosa sta succedendo? Ormai ho paura ad uscire di casa”.

Mercogliano, ovviamente, è presente. “Lo conoscevo da quando eravamo piccoli”, afferma Pasquale. “E’ inaccettabile una morte così, Avellino è diventato il far west, non c’è pace. Nessuna vendetta ma forse servono più controlli”.

“Noi oggi siamo in piazza – sottolinea Alessandro – anche per far sentire tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza ai genitori di Roberto, a tutta la sua famiglia. Roberto aveva una vita davanti, non è giusto quello che è successo”.

Don Vitaliano Della Sala plaude alla manifestazione, plaude a quello che stanno facendo i giovani irpini. “Spesso li critichiamo questi ragazzi, invece noto che stanno facendo qualcosa di davvero molto importante, stanno ricordando un loro amico senza violenza, in modo civile e democratico”.

“Personalmente – aggiunge il parroco di Mercogliano – m’impegnerà affinché nella chiesa dell’Annunziata nasca un centro di ascolto per i ragazzi, un centro nel nome di Roberto”.