Violenza sulle donne, la consigliera di parità scrive a Boschi e Gentiloni

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In occasione del 25 novembre “Giornata Internazionale dell’Onu per l’eliminazione della violenza contro le donne” , che come ogni anno vede in prima linea Istituzioni ,Organismi di Parità, Associazioni, Comitati,Mass Media , al fine di sottolineare che il fenomeno della violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani ed al fine di affrontare con maggiore concretezza ed incisività questa emergenza sociale, la Consigliera di Parità della Provincia di Avellino, Avv. Antonietta De Angelis , ha partecipato alla redazione del documento contenente proposte operative e concrete che la Rete delle Consigliere dei Parità della Regione Campania ha sottoposto all’attenzione del Presidente e del Sottosegretario del Consiglio dei Ministri , chiedendo la adozione delle misure a favore delle donne vittime di violenza.

Di seguito il documento come inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri Claudio Gentiloni ed al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi:

Il 25 novembre , “Giornata Internazionale dell’Onu per l’eliminazione della violenza contro le donne” è un grande evento che, come ogni anno, vede in prima linea Istituzioni ,Organismi di Parità, Associazioni, Comitati,Mass Media  insieme per sottolineare, ancora una volta, che il fenomeno della violenza sulle donne  è una violazione dei diritti umani  che deve essere affrontato con ancora maggiore concretezza ed incisività.

Questo momento, caratterizzato dalla recrudescenza giornaliera dei fenomeni di violenza  sulle donne e sui bambini, richiede, quindi, interventi urgenti e puntuali da parte del Governo nazionale e delle Istituzioni tutte.

Certo, passi significativi in avanti sono stati compiuti : saranno triplicati i fondi  nel 2018 e nel 2019 per il finanziamento del “Piano Straordinario contro la violenza sessuale e di  genere” di cui alla legge 119/13; è  aumentato il numero dei centri antiviolenza e delle case rifugio. In Campania abbiamo 49 centri antiviolenza attivi secondo la mappatura a cura dell’Ordine degli psicologi della Campania; è  stato previsto, con l’art. 24 del D.Lgs 80/15, il congedo indennizzato  per le donne vittime di violenza. Tutto ciò è testimonianza di  una chiara presa di coscienza della  piaga che colpisce una donna su tre: In Italia sono 6,7 milioni le vittime, almeno una volta nella vita, di una violenza fisica o sessuale.

Recentemente l’Istat ha sottolineato come  quanto nel Paese stia crescendo il tasso di occupazione femminile: se si considera la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni ,si è finalmente superata la barriera del 50% con un 51,6%  ma, molto resta da fare per  implementare l’occupazione femminile nelle regioni del mezzogiorno d’Italia.  Nella classifica globale del gender gap report  stilata quest’anno dal World  Economic Forum, l’Italia  precipita di ben 32 posizioni, crollando all’82 esimo posto su un totale di 144 paesi presi in esame. Nel 2015 il nostro Paese era al 41esimo posto e nel 2016 al 50esimo posto. E’ soprattutto sul fronte del lavoro  e delle retribuzioni che le distanze continuano ad essere più profonde. Nel Report viene messo in evidenza come  sul fronte della retribuzione ci sia una percezione molto bassa della parità salariale “ per un lavoro simile tra i sessi” con  l’Italia che  si classifica  al 126esimo posto su 144 paesi (di questo passo viene stimato che per la parità di genere ci vorranno 217 anni.)   Evidentemente le politiche poste in essere nel nostro Paese hanno bisogno ancora di maggiori  concretezze ed incisività. La violenza sulle donne è un dramma dal quale si esce solamente attraverso un lungo percorso di  eliminazione delle diseguaglianze  basate sul genere, di affermazione culturale dell’accettazione e del rispetto della inviolabilità della persona, di abbattimento degli stereotipi sessisti  ma, anche e soprattutto, attraverso la realizzazione dell’indipendenza economica delle donne. E’ noto a tutti ed a tutte  che raramente viene denunciata la violenza che le donne subiscono all’interno della famiglia da parte dei mariti, conviventi etc., a causa della mancanza di libertà economica. Risulta necessario porre in essere  una strategia di respiro nazionale, pertanto, oggi, 25 novembre 2017, insieme alle celebrazioni rituali

 

CHIEDIAMO AL GOVERNO

 

1. di introdurre nel Documento di programmazione economica azioni volte a sostenere le donne,  non soltanto in termini di sicurezza individuale, ma anche sotto il profilo dell’indipendenza economica, ammettendo nella legge di stabilità 2018 sia  sostegni al reddito per le donne vittime di violenza, sia incentivi per le Aziende che assumono donne vittime di violenza;

2. di applicare pienamente la Convenzione di Istanbul, recepita, dal nostro Paese;

3.  di garantire la continuità delle risorse destinate ai centri antiviolenza ed alle Case di Accoglienza;

4. che i Ministri competenti si attivino , con provvedimenti mirati, affinchè la Magistratura e le Forze dell’ordine  possano,  con  certezza e rapidità, dare  risposte e  protezione alle donne che chiedono aiuto.