VIDEO / I cadaveri nelle fosse comuni a Lioni, le (troppe) bare di Sant’Angelo dei Lombardi, l’articolo scritto sotto la scrivania. Terremoto ’80: i ricordi di due giornalisti “doc”

15 Novembre 2020

Alfredo Picariello – Hanno raccontato. Bene, benissimo. Sono andati al di là della professione, mettendoci passione e impegno civile. Quasi “a mani nude”, anche loro. Memorabile il racconto di Festa della sera stessa del sisma. “Dettammo il pezzo a Napoli, il primo pezzo del dopo terremoto, sotto la scrivania della redazione, per proteggerci”. Hanno raccolto testimonianze, documenti, storie, racconti. Sono un’importantissima memoria storica di quei giorni.

Franco Genzale e Gianni Festa, il 23 novembre 1980, lavoravano entrambi al “Mattino”. Ma con ruoli e mansioni diversi. Il primo era un “abusivo”, il secondo era già caporedattore. Ma tutti e due non si sono risparmiati un attimo e ci hanno tramandato pezzi di autore.

Genzale ci accoglie nella redazione di Irpinia Tv di cui è direttore responsabile. I suoi ricordi, i primi ricordi, sono legati alla famiglia. Quella sera, infatti, era a casa sua a Mirabella Eclano. Il direttore fece appena in tempo a scappare via. Una volta in strada, dietro di lui casa sua crollò.

Franco Genzale

Poi ci parla di quello che ha visto come giornalista in prima linea, giornalista di razza, caratteristica che ha sempre conservato. “Le bare di Bergamo dei morti da covid, sono purtroppo poca cosa rispetto alle bare di Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, di tutti i paesi dell’Alta Irpinia”, riflette.

Franco Genzale, dopo i tanti articoli scritti, tra il 1984 ed il 1985, inizia a collaborare con l’allora commissario straordinario per il terremoto, Giuseppe Zamberletti. Il salto indietro della memoria riporta anche Genzale a Sant’Angelo dei Lombardi, come il capo della Polizia Franco Gabrielli, da noi intervistato a Roma. “C’era l’odore di morte, è vero. C’era un clima di lutto devastante”.

L’intervista a Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia-Quotidiano del Sud, è a casa sua, davanti ad un bel camino acceso. Un altro giornalista di razza e grande esperienza che si apre ai racconti, scavando nella sua memoria da inviato sui posti del cratere. Scrivendo articoli pietre miliari anche del giornalismo italiano, con pezzi ripresi anche da giornali nazionali.

Gianni Festa

“Ho visto morire tantissime persone, eppure mi accusavano di fare terrorismo. E non c’erano bare, arrivate dopo giorni. I cadaveri venivano messi in una fossa comune davanti il cimitero di Lioni. Ricordi indelebili”.

Ricordi che vi conviene ascoltare direttamente dalle parole di Franco Genzale e Gianni Festa.