VIDEO/ Foti, Festa, Preziosi ed il disfacimento politico di Avellino: parla Ciriaco De Mita

29 Novembre 2015

“Avellino punto e a capo” è stato il titolo del confronto aperto con la città che l’Unione di Centro ha promosso ieri ad Avellino. L’intento è stato quello di avviare un percorso per la costruzione di un’alternativa all’attuale quadro politico ed amministrativo della città.

L’ex presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita, davanti ad una folta platea accorsa all’ex Asilo Patria e Lavoro, non ha risparmiato bordate sul disfacimento politico, morale ed amministrativo della città di Avellino durante l’intervento che ha chiuso l’incontro.

FOTI“Non partirei dal giudizio negativo sull’Amministrazione: bisognerebbe muoversi per smantellare. Io non sono per conservare ma lo smantellamento come tale entra in una logica di chi rompe per trovare spazio e chi si frena per conservarlo. Sarebbe una dialettica molto sgradevole. Bisogna verificare le convergenze sui problemi della comunità. Se partiamo dal giudizio politico la liquidazione non solo della maggioranza ma dell’intero Consiglio Comunale è inevitabile. Non vi meravigliate se poi scopriremo che Foti ci ha aiutato a capire che la situazione era tragica. Naturalmente se la situazione è tragica il protagonista non può essere chi ha generato la tragedia”.

FESTA“Lo scandalo di questa città gira intorno al ruolo di Festa. Festa è diventato il punto di raccordo degli equilibri politici e amministrativi di questa città ed è la vergogna più grossa che Avellino possa sopportare. Chi si candida per avere spazio e convenienza andrebbe politicamente ammazzato ed invece condiziona la vita di questa comunità.”

LA POLITICA AD AVELLINO – “L’immagine che ho della politica ad Avellino è di uno squallore infinito. Credo che non essendoci più la politica come motivazione della decisione, il Partito più grosso che invade la città non abbia pensiero. La politica è pensiero, la quantità diffonde il pensiero, ma se non c’è il pensiero la politica non c’è. Io fui profetico dicendo che il Pd non c’era, ma più crescevano i rappresentanti più pensavano che mi sbagliassi. Io non mi posso dire cittadino di Avellino ma vorrei ricordarvi che, probabilmente, quando io ero cittadino di Avellino, la città aveva un diverso rilievo politico e morale, la credibilità di Avellino in termini di politica non era un luogo comune.”

GIORDANO“Ho conosciuto Giordano (ndr l’onorevole Giancarlo Giordano, deputato di Sinistra e Libertà, presente all’incontro) più di 15 anni fa in un convegno. Spiegò il pensiero di Sturzo come avevo sentito fare da pochi e stamattina (ieri per chi legge, ndr) ha dimostrato che quella musica la sa suonare. Lui è ‘popolare’ e non lo sa.”

PREZIOSI“Sbagliammo l’ultima campagna elettorale e di fatto sbagliammo candidato. Il candidato che capeggiava la nostra lista pensava di essere “il nuovo” ma poi ha scoperto che il nuovo è la convenienza e non la novità. Non faccio mea culpa: partendo dall’infortunio si può recuperare un percorso di saggezza attraverso la partecipazione di tutti ed attraverso la dialettica.”

RENZI“Nella scorsa campagna elettorale mettemmo al centro di tutto il problema delle periferie. Su questo problema Renzi ci arriva adesso e ci arriva in modo sbagliato, come suo costume. Pensa di recuperare le periferie stanziando 500 euro. Per me il recupero è un fatto umano relativo alle persone emarginate, poi si creano le condizioni diverse. Non è un monumento fatto da un architetto che migliora la situazione.”

LA PROPOSTA“Abbiamo ancora la possibilità di riaggregare l’origine della rappresentanza, intercettando le categorie e costruendo la risposta che interessa tutti. L’iniziativa di stamattina (ieri per chi legge, ndr) è positiva ma bisogna insistere. Le marce cominciano con lenti passi. Le categorie su cui puntare, inoltre, sono quelle degli insegnanti e dei commercianti che ad Avellino sono più degli imprenditori.

Quello che ancora oggi mi prospetto di fare è capire il problema, pensare a come risolverlo e impegnarmi a farlo. Si risolve anche il problema che alla fine del pensiero si dimostra impossibile da risolvere. Si abbandona l’illusione, poi la vita è ricca di opportunità.

Credo fortemente in questa cosa: Avellino è stato il luogo del pensiero della politica, non solo il nostro, era la pluralità del pensiero che nobilitava l’attività politica. Siamo alla fine della democrazia rappresentativa, in un periodo di regressione generale. Ma c’è ancora speranza.”


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