VIDEO / “Chi ha investito mio marito non ha mai chiesto scusa, provo tanta rabbia”: parla la moglie del brigadiere Picoco

26 Ottobre 2019

Alpi – In una notte di fine luglio, all’improvviso, tutto svanisce. In un attimo, finisce una vita. E con essa, si stravolge quella di tante altre persone. Volano via i sogni, i progetti, le aspettative. E’ quello che è accaduto il 31 luglio del 2018 a Patrizia Acerra ed alle sue figlie. Il marito, il brigadiere dei carabinieri Attilio Picoco, muore in ospedale dopo undici giorni di agonia. Il 20 luglio, mentre è in servizio, viene travolto da un’autovettura. E’ la fine di tutto. Attilio era nato a San Pietro Vernotico (provincia di Brindisi) il 23 marzo del 1972. Con Patrizia, si era sposato a Lauro il 27 settembre del 1997. Ieri, il comune di sua moglie, gli ha dedicato una piazza.

“Il mio Attilio mi ha fatto un regalo, oggi è il mio compleanno”, dice emozionata Patrizia Acerra che ha assistito a tutta la cerimonia, prima in chiesa e poi di intitolazione, con grande compostezza. “Attilio non poteva farmi un regalo migliore di questo. E’ la dimostrazione che lui c’è e che ci sarà sempre”.

I ricordi di quel maledetto giorno e dei giorni e dei mesi successivi, sono misti a rabbia. Soprattutto nei confronti di colui che investì Attilio, contro il quale si sta celebrando un processo. “E’ una persona che mi fa tanta rabbia – afferma Patrizia – . Non ha mai chiesto perdono e negli undici giorni in cui Attilio è stato in ospedale, non è mai venuto”.