Viadotto Cerrano chiuso ai camion: ammaloramento avanzato, si rischia un nuovo Ponte Morandi

Viadotto Cerrano chiuso ai camion: ammaloramento avanzato, si rischia un nuovo Ponte Morandi

19 Dicembre 2019

Il viadotto “Cerrano”, situato sull’autostrada A14 Bologna-Taranto, tra le uscite di Pescara Ovest e Pedaso, rischia di fare la fine del Ponte Morandi di Genova, crollato nell’agosto 2018 e che ha provocato la morte di 43 persone.

Da qui l’ordinanza del Gip del Tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore capo Rosario Cantelmo, su parere dell’Ufficio Ispettivo Territoriale di Roma, che vigila sulle autostrade del centro-sud, di impedire il transito su quel ponte ai veicoli superiori ai 35 quintali. I rischi sono doppi, perché il “Cerrano”, imponente struttura alta quasi 90 metri, sovrasta un’altra strada transitabile.

Già lo scorso 29 novembre, l’ingegner Placido Miglioro, dirigente dello Uit di Roma, aveva inviato alla Direzione del VII Tronco – Città Sant’Angelo (Pe) – di Autostrade per l’Italia, società competente per il viadotto, una nota in cui si leggeva di ispezioni eseguite a più riprese tra il 2018 e il 2019, durante le quali si erano riscontrati sulla struttura ammaloramenti avanzati costituiti dall’ossidazione delle parti metalliche e deformazione dei singoli componenti delle cerniere di taglio.

Mancherebbe anche l’autorizzazione sismica al progetto di risanamento presentato da Aspi, che non consente di ritenere adeguati gli interventi provvisionali di messa in sicurezza ipotizzati. Inoltre, la stessa concessionaria non avrebbe fornito valutazioni documentate e rassicurazioni sul raggiungimento degli adeguati standard di sicurezza.

Da qui l’imposizione – necessaria si legge nell’ordinanza del Gip – di limitare il carico verticale che potrà transitare sul viadotto, in modo da mitigare i rischi connessi al diffuso ammaloramento della struttura. Il ponte, ricordiamolo, già prima si percorreva a una sola carreggiata, dopo il provvedimento della Procura avellinese che ha sequestrato le barriere nell’ambito dell’inchiesta-bis sulla sicurezza della rete autostradale. Nell’ordinanza figurano anche cinque indagati, tutti di Autostrade per l’Italia.