Il viadotto “Cerrano” resta chiuso ai camion: no alla richiesta di Autostrade

Il viadotto “Cerrano” resta chiuso ai camion: no alla richiesta di Autostrade

31 Dicembre 2019

Stop a mezzi pesanti – con un peso superiore ai 35 quintali – lungo il viadotto Cerrano sull’A14 Bologna-Taranto, tra le uscite di Pescara Ovest e Pedaso.

Dopo il provvedimento del Gip del Tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore capo Rosario Cantelmo che insieme al sostituto Cecilia Annecchini sta portando avanti un’indagine sulla sicurezza della rete autostradale, Autostrade per l’Italia, società concessionaria della tratta, ha chiesto la revoca dell’ordinanza.

Le motivazioni fornite dal colosso controllato dall’Atlantia dei Benetton si basano su un vertice tenuto in Prefettura a Teramo al quale hanno partecipato, oltre al Prefetto Graziella Patrizi, anche i rappresentanti di Mit e Aspi, della Provincia, della Questura, dei Comandi Provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, della Polstrada, dell’Anas e del Genio Civile della Regione Abruzzo.

Tra i tecnici del Mit anche l’ingegnere Placido Migliorino, Dirigente dell’Ufficio Ispettivo Territoriale di Roma, che vigila sulle autostrade del centrosud. Quest’ultimo, dopo una serie di sopralluoghi sul Cerrano, aveva richiesto lo stop ai mezzi pesanti, visto che sul ponte erano stati riscontrati ammaloramenti avanzati costituiti dall’ossidazione delle parti metalliche e dalla deformazione dei singoli componenti delle cerniere di taglio.

Motivazioni ribadite nel corso della riunione tenutasi negli Uffici di Governo di Teramo, ma lo stesso Migliorino ha lamentato alcune mancanze nella trascrizione dei suoi interventi nel corso del summit.

L’ingegnere, invece, ha ribadito lo stato di insicurezza del Cerrano, che i programmi di manutenzione e i relativi progetti devono essere prima approvati dal Mit, mentre Autostrade non ha ancora presentato alcun piano per le cerniere di taglio, e che da parte di Aspi non è stato aggiunto alcun elemento di novità che possa portare alla revoca del provvedimento, anche perché ancora non si è tenuto l’incontro tra i tecnici della società concessionaria e quelli del Mit sulla capacità di resistenza delle cerniere di taglio e dei pali di fondazione del viadotto.