Turbativa d’asta e tentata estorsione, quattro napoletani in manette

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Nella giornata di ieri, i carabinieri del Comando Compagnia di Avellino hanno dato applicazione a un’ordinanza esecutiva di misura cautelare personale nei confronti di 4 soggetti napoletani, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Avellino dott. Giuseppe Riccardi, su proposta della Procura della Repubblica di Avellino nelle persone del Procuratore dott. Angelo Di Popolo e del titolare del fascicolo dott. Elia Taddeo, che ha ravvisato la sussistenza dei reati di estorsione e turbativa d’asta, continuate e in concorso.

I 4 soggetti arrestati, di cui 2 sono finiti in carcere e 2 all’obbligo di dimora con divieto di uscire negli orari serali-notturni, avrebbero infatti agito con una pluralità di azioni delittuose, consistite in minacce dirette e indirette, esplicite e larvate, tali da configurare i succitati reati, al fine di aggiudicarsi un’asta giudiziaria in corso presso il Tribunale di Avellino per 4 villette a schiera già costruite nel comune di Grottolella.

Le attività d’indagine poste in essere dai carabinieri di Avellino sotto la direzione della Procura della Repubblica sono partite dal ritrovamento di una busta con 2 proiettili, appesa al cancello dell’abitazione di una delle famiglie che s’era regolarmente aggiudicata una delle 4 villette. Da lì, sentendo i vari concorrenti e partecipando di persona all’asta – in abiti borghesi e camuffandosi da privati cittadini interessati all’affare – i carabinieri hanno potuto documentare le condotte delinquenziali poste in essere dai 4 napoletani (di età comprese tra i 44 e i 68 anni e residenti a Melito di Napoli, Giugliano in Campania, e Frattaminore) nei confronti di tutti i partecipanti, finalizzate ad incutere loro timore e farli desistere e allontanare dalla procedura concorsuale.

Il motivo per cui i napoletani erano così interessati all’asta sta nel fatto che il più anziano di questi, imprenditore edile, è il costruttore delle 4 villette, che però gli sono state sottratte a causa del fallimento della sua azienda. Lui puntava quindi a poterle ricomprare tutte per poi rivenderle. E non voleva certo spendere molto per ricomprarle, visto che a causa delle aste fino a quel momento andate deserte proprio a causa delle loro intimidazioni, il prezzo base per ogni singolo immobile era divenuto inferiore ai 50mila euro, a fronte di un’iniziale base d’asta di 4 volte superiore. Risulta simpatico evidenziare come, durante le indagini svolte dai carabinieri all’interno degli uffici ove si svolgeva l’asta giudiziaria, i 4 indagati erano andati addirittura a intimidire i carabinieri in borghese, quindi scambiati realmente per provati cittadini interessati all’affare.

Sulla base dei gravi indizi di reati raccolti dai carabinieri e avvallati dall’autorità giudiziaria, è stata quindi emessa la succitata ordinanza applicativa di misura cautelare, che i carabinieri di Avellino hanno eseguito nella mattinata di ieri, proprio mentre si stava per svolgere l’ultimo atto della citata gara concorsuale, all’interno dell’Associazione Notarile di Avellino, situata in piazza d’Armi. I 4, quindi, sono stati tratti in arresto proprio dinanzi al notaio, già pronto per concludere l’asta giudiziaria. Oltre alle misure cautelari per i 4 napoletani, l’autorità giudiziaria ha disposto anche il sequestro preventivo della villetta oggetto dell’estorsione consumata.

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