Terremoto ’80: l’impegno dei radioamatori italiani tra Teora, Montevergine e San Mango sul Calore

Terremoto ’80: l’impegno dei radioamatori italiani tra Teora, Montevergine e San Mango sul Calore

21 Novembre 2020

L’associazione radioamatori italiani ed il terremoto del 23 novembre del 1980. L’Ari, fondata nel 1927 ed eretta ente morale nel 1950, raggruppa il maggior numero di Radioamatori italiani. Il radiantismo è più di un semplice hobby, è una attività di ricerca e sperimentazione che i radioamatori, con regolare autorizzazione ministeriale e a seguito di esame, portano avanti nell’ambito delle onde radio e dei collegamenti su svariate bande di frequenze, anche in supporto alla protezione civile e alle prefetture.

Ad Avellino è presente, sin dal 1960, una sezione dell’Ari, che ovviamente fu coinvolta da subito nei soccorsi per il sisma.

“Il principale problema – scrive Alessio Capasso dell’associazione di Avellino – era stabilire collegamenti con i comuni del cratere per avere notizie ed indirizzare i soccorsi; le linee telefoniche erano interrotte, unico mezzo era la radio. I primi radioamatori che, a quanto si apprende dai registri ufficiali, giunsero a Teora alle ore 1.00 del 24 novembre, provenivano da Battipaglia; dopo aver preso contatti con i carabinieri del luogo, comunicarono via ponte radio alla prefettura di Avellino la distruzione del paese all’80%, mentre da Conza comunicavano la distruzione totale; solo all’alba iniziarono ad arrivare i primi soccorsi, ma purtroppo erano pochi e disorganizzati”.

“Interessante e straordinario aneddoto fu quello riguardante un radioamatore avellinese dell’epoca che, di notte e sotto la neve, qualche giorno dopo salì a Montevergine per manutenzionare il nostro ponte radio, fondamentale per tutta la zona, nonostante la moglie stesse per dare alla luce un bambino”.

“Ma degno di nota fu l’intervento dei radioamatori da fuori regione. Un gruppo di tre radioamatori con una campagnola e una roulotte, giunsero da Pescara insieme ad una colonna del Corpo Forestale, e si stabilirono a San Mango Sul Calore; qui la situazione era altrettanto drammatica; principale compito di questi operatori fu indirizzare, sempre via ponte radio, le colonne di soccorso provenienti dalle altre regioni, nonché raccogliere messaggi nelle varie località dell’epicentro ed inviarle a Torino (tramite apparati HF in onde corte della Telettra-FIAT) dove tramite lenea telefonica venivano inviati ai destinatari, o anche direttamente via radio nel caso di paesi esteri, esattamente come un ufficio postale”.                                                                                                     

“La nostra associazione intende ricordare, nell’occasione del quarantennale del terribile sisma, le vittime di quel disastro ma anche tutti i soccorritori, in particolare i nostri colleghi radioamatori, che con tanti sacrifici e abnegazione si impegnarono in prima linea nel supporto alle popolazioni colpite. Lo faremo nel modo a noi più caro, ossia via radio: analogamente alle sezioni di Salerno e Potenza verranno effettuate chiamate nei giorni 22 e 23 Novembre sulle bande di frequenza e con il nominativo a noi assegnati (IQ8EP) e verrà anche stampata in ricordo una speciale cartolina (QSL)  inviata a tutti i corrispondenti a conferma di questi collegamenti”.