Taurasi – De Mita: “La De Simone faccia chiarezza”

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Taurasi – Tutto come previsto, la festa della Margherita a Taurasi ha avuto come comune denominatore l’affondo a D’Ambrosio e company anche se per onor del vero, nell’intervento di De Mita, almeno nelle battute iniziali, sembrava essere passato in secondo ordine. All’appuntamento del fiorellino c’erano davvero tutti: a partire dal segretario provinciale Domenico Covotta, all’assessore regionale Enzo De Luca, ai consiglieri Mario Sena, Luigi Anzalone, ai presidenti delle Comunità Montane Nicola Di Iorio, Gaetano Sicuranza, Franco Vittoria, Giuseppe Solimine, Palerio Abate, ancora Pietro Foglia, Vanni Chieffo, Rosanna Repole, Carmine De Blasio, ai sindaci, simpatizzanti ed iscritti. Una sala gremita per un appuntamento importante nel quale è stato affrontato per l’ennesima volta – ed era d’obbligo – il rapporto ‘bellico’ tra le due massime forze del centrosinistra irpino: Margherita e Ds. Botta e risposta a distanza che ora dopo ora continua a trovare la sua concretizzazione. E’ Luigi Anzalone ad alzare il tiro su una condizione politica che deve trovare chiarezza. Interessante è la domanda che rivolge alla presidente della Provincia Alberta De Simone: “Sarebbe opportuno sapere se la De Simone condivide o meno le opinioni espresse dai diessini (Michele D’Ambrosio e Aurisicchio, ndr) sul conto della Margherita”. Un interrogativo che pone innanzi una condizione, quella di Palazzo Caracciolo, non certo felice. Affonda la lama – e non poteva essere altrimenti – l’assessore ai Lavori Pubblici di Palazzo Santa Lucia, Enzo De Luca: “Di fronte a tanti problemi della provincia irpina, ci si imbatte in polemiche anacronistiche”. E poi l’intervento atteso del leader della Margherita Ciriaco De Mita che come nel suo stile, parte da lontano per infliggere il colpo. Il suo un lungo excursus sulla condizione economica, politica e sociale dell’Irpinia dagli anni ’50 ad oggi. Una vera e propria riflessione nella quale affiora “come l’area culturale democristiana non abbia complessi di inferiorità rispetto al riformismo delle sinistre. Non ci riteniamo conservatori”. Solo poche battute ma significative sulla condizione dell’Ente Provincia “la questione che ha caratterizzato il Comune di Fontanarosa è grave perché si è utilizzata la visione dei Ds per giungere allo scioglimento di una istituzione importante quale il Consiglio comunale… Mi ha molto turbato” e ciò non poteva non mettere in crisi i rapporti con la dirigenza del partito di via Carlo del Balzo. Ora insomma “poniamo una questione di alleanza. Chiediamo alla De Simone di fare chiarezza”. E poi una sottolineatura: “Non intendiamo mettere in crisi la istituzione” ma dietro le battute finali, la minaccia velata: “Non escludo la possibilità di una crisi”. Non poteva mancare una conclusione di carattere tipicamente demitiano: “Non ho omologhi sul territorio. Non mi sento in competizione con nessuno. La colpa è stata solo di un signore di cui non ricordo nemmeno il nome”: Angelo Giusto.

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