Nel 1997 favorì la latitanza del boss Giuliano, oggi condannato

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Montella – A distanza di otto anni la Giustizia ha condannato ad un anno e dieci mesi di reclusione un 66enne pluripregiudicato di Montella. C.G., queste le iniziali, era accusato di aver favorito, ostacolando la Giustizia, la latitanza del boss del Clan Giuliano del Rione Forcella a Napoli. L’uomo fu denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Montella, come ha ricordato il Capitano Nicola Mirante, il sei agosto del 1997: dopo settimane e settimane di attività investigativa con tanto di appostamenti, pedinamenti ed intercettazioni, ambientali e telefoniche, i militari riuscirono a scoprire il “covo” del latitante. Elementi che fecero scattare il blitz durante il quale, in piena notte, il 66enne di Montella fu trovato in compagnia non solo del boss dell’associazione camorristica partenopea, latitante da mesi, ma anche di altri componenti della famiglia Giuliano. Il 66enne aveva preso in locazione due appartamenti, uno a Montella ed un altro a Volturara, per far sfuggire alla giustizia il boss di Forcella: al momento del blitz c’era in corso una cena tra “buoni amici” con tanto di mogli, cognati, figli e nipoti. Immediatamente scattarono le manette ai polsi del latitante mentre C.G. fu denunciato all’Autorità Giudiziaria competente per favoreggiamento. Sempre in quella notte i Carabinieri rinvennero oltre 42milioni di vecchie lire che sarebbero serviti per assicurare al boss una “piacevole permanenza” tra i monti del Terminio. Da quanto emerse dall’indagine, C.G. ricopriva il ruolo di factotum: andava al supermercato per acquistare i generi alimentari, al tabacchino per i sigari e le sigarette, e accompagnava la “first lady” del boss in giro per l’Irpinia. Oggi, a distanza di otto anni, il processo a carico del pluripregiudicato di Montella si è concluso con la condanna: dopo l’espletamento delle procedure di rito, il 66enne è stato associato, “per sua scelta”, nella Casa Circondariale di Salerno. (Emiliana Bolino)

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