Sviluppo e occupazione, De Lorenzo:”Basta con proclami e ritornelli”

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Avellino – Ancora una volta a dire la sua è il capogruppo dell’Udeur Pino De Lorenzo in merito alla “crisi industriale dell’Irpinia”. E non manca di sottolineare come “la crisi Italdata e l’annunciata dismissione da parte della Siemens del ramo hardware con la conseguente perdita di 45 posti di lavoro è solo l’ultimo tassello di un processo di recessione industriale che da anni ha colpito la nostra terra in modo cinico e brutale. Ormai l’elenco delle aziende in difficoltà interessate da processi di crisi che hanno determinato procedure di mobilità, scorporo, cessione di rami d’azienda e licenziamenti, – continua De Lorenzo – è talmente lungo da generare preoccupazioni serie. L’Irpinia non solo crea più posti di lavoro ma addirittura sta perdendo tutti quelli che ha con il conseguente impoverimento del territorio e l’espulsione dai cicli produttivi di lavoratori qualificati di età media tra i 40 e i 50 anni proprio come nel caso dell’Italdata. Questo fenomeno tradotto significa famiglie in mezzo ad una strada. Ed è proprio nel settore dell’industria che si registra la flessione maggiore dell’economia locale. Gli altri comparti commercio e servizi non possono di certo sorridere ma è il nucleo industriale irpino che in questo momento necessita di cure immediate ed efficaci. Pena il declino dell’economia locale. Siamo certi che i parlamentari irpini porteranno a Roma il nostro grido di allarme. Ai consiglieri regionali chiediamo di attivare tutti gli strumenti a disposizione della Regione Campania e oggi sono tanti, per salvaguardare i nostri posti di lavoro e crearne altri. Ma possibilmente smettiamola con i proclami e impegniamoci per determinare le condizioni di vero sviluppo e vera occupazione. I ritornelli degli scorsi anni: ‘Agenda 2000, Contratto D’Area, Patti territoriali’ lasciamoli ad un tempo nebuloso da dimenticare e pure in fretta. E’ il momento di un impegno straordinario e di grande attenzione. Evitiamo la politica dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia per non vedere e non sentire. Occorre un’inversione di tendenza che metta in campo un grande patto di solidarietà che possa vedere impegnati tutti insieme politica, istituzioni pubbliche e private, parti sociali e associazioni imprenditoriali a tutela del nostro patrimonio e delle nostre risorse. Un ruolo fondamentale oltre alla Regione Campania lo gioca certamente il consorzio Asi che ha in mano la chiave per selezionare e promuovere le attività necessarie per il rilancio del settore industriale della nostra provincia. Lavoro e solidarietà indistintamente dal credo politico sono valori indiscutibili per tutti. L’augurio è che tra qualche anno possiamo ritrovarci a parlare non più di crisi industriale e occupazionale ma di un’Irpinia più solidale, sviluppata, allegra e con più lavoro. Di un’Irpinia che possa guardare con maggiore serenità al proprio futuro”.

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