Sturno – Furto sacrilego, sette sataniche? Rilevate tracce di sangue

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Sturno – Potrebbero essere assicurati alla Giustizia già nelle prossime ore gli autori del furto sacrilego avvenuto nel pomeriggio di ieri nella Chiesa di San Domenico Maggiore a Sturno. Importanti si potrebbero rivelare le tracce di sangue ritrovate sui frammenti della vetrata del luogo di culto dai Carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Mirabella Eclano, diretti dal Capitano Marco Iannucci. Sangue che potrebbe appartenere a qualcuno dei malviventi entrati in azione forse perché rimasto ferito dopo aver rotto la vetrata. In attesa del responso da parte degli esperti dell’Arma dei Carabinieri, l’indagine prosegue incessantemente: per gli inquirenti non è soltanto importante scoprire gli autori del furto sacrilego ma soprattutto chiarire se colui o coloro che si sono macchiati di tale reato siano dei ‘semplici’ ladri con la passione per il sacro oppure adepti di sette sataniche.A Sturno dopo la diffusione dell’avvenuto furto delle ostie benedette e della pisside nella quale era custodito il ‘Corpo di Cristo’, la piccola comunità irpina è sotto shock così come si dice preoccupato lo stesso parroco della Chiesa di San Domenico Maggiore, don Pasquale Riccio. Quest’ultimo è consapevole che quel reato possa essere stato compiuto da satanisti. Gli esperti, così come gli stessi inquirenti, non escludono la pista delle messe nere in quanto tra i reati più frequenti consumati da adepti sono inerenti proprio al mondo della religione: dalla profanazione di cimiteri – cappelle imbrattate, crocifissi divelti, lapidi frantumate e scritte sulle tombe – al danneggiamento di Chiese e luoghi di culto. Ma anche alle ostie consacrate che per la Chiesa Cattolica rappresentano il ‘Corpo di Cristo’ e l’unione del fedele al Signore al momento della celebrazione del Sacramento dell’Eucaristia. Secondo la dottrina criminologa, esisterebbe un vero e proprio fiorente mercato del ‘pane eucaristico’: ostie consacrate trafugate nelle Chiese da adepi di Satana per poi rivenderle al mercato nero dei maghi e delle sette, al prezzo di oltre 50euro cadauna. Un fiorente mercato se pensiamo che ogni pisside può contenere circa 200 ostie. Al di là del mercato delle ostie consacrate, l’episodio deve far riflettere anche perché le indagini immediatamente avviate sembrano seguire una sola pista e nello specifico quella degli ambienti satanici. E il sospetto di don Pasquale Riccio è che dietro al furto si possa davvero nascondere un qualcosa di maligno, che abbia trovato ‘terreno fertile’ tra gli stessi compaesani oppure nelle imminenti vicinanze di Sturno. Ora la cittadinanza spera solo che le indagini in corso possano chiarire, quanto prima, l’accaduto innanzitutto per ritrovare la pace ed il quieto vivere. (e.b.)

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