ATRIPALDA- Una misura cautelare bis notificata in carcere per tentato omicidio nei confronti di Pellegrino e Giuseppe Capaccio per uno dei due episodi avvenuti nella sera di Pasqua in Contrada Alvanite ad Atripalda. Ad una settimana dalla prima misura cautelare, il Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza ha accolto la richiesta del pm Giovanni Sodano anche per il primo capo di imputazione relativo ai fatti avvenuti ad Atripalda nel pomeriggio di sabato e nella serata di Pasqua.
LA SVOLTA E L’AUTO RITROVATA DAI CARABINIERI
Le indagini dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Avellino segnano una seconda svolta nelle indagini sui tre episodi di raid a colpi di arma da fuoco. In particolare il primo evento, quello avvenuto subito dopo la lite in Piazza tra ragazzi. Si tratta di quanto avvenuto sotto l’abitazione dei Capaccio, quando sarebbero giunte due vetture con i familiari delle persone che avevano avuto la lite in Piazza. Nei loro confronti Giuseppe Capaccio avrebbe prima puntato la pistola e successivamente dal balcone di casa avrebbe esploso diversi colpi con una calibro 7,65, quella poi ritrovata dai Carabinieri nella stessa sera del 5 aprile scorso. Proprio dalle indagini dei militari della Compagnia di Avellino, agli ordini del capitano Alessandro De Palma, che sono andate avanti per ricostituire tutti gli episodi, dopo la misura ottenuta per i colpi di pistola contro la casa della famiglia vicina, si è giunti ad individuare elementi di gravità indiziaria anche per il primo episodio. La svolta è stata possibile grazie ad una delle due vetture attinte dai colpi di arma da fuoco, compatibili con quelli della calibro 7,65 sequestrata (ma questo lo stabiliranno gli accertamenti dei consulenti del Racis) e ora si cerca la seconda vettura coinvolta nell’episodio. Le indagini sono ancora in continua evoluzione e quindi non si escludono altri sviluppi. L’interrogatorio di garanzia per questo secondo episodio sarà celebrato lunedì mattina, alla presenza del difensore dei due indagati, il penalista Alfonso Maria Chieffo, nel carcere di Bellizzi Irpino.

