Sindaci fuori gioco e possibile De Luca-ter: la nuova legge regionale ai raggi X

0
2440
consiglio regionale
consiglio regionale

Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato una serie di modifiche significative alla legge elettorale regionale, con importanti ripercussioni sulle prossime elezioni regionali che si terranno nel 2025. Due in particolare le novità che potrebbero cambiare lo scenario politico della regione: l’ineleggibilità di tutti i sindaci campani e la possibilità per Vincenzo De Luca di tentare il terzo mandato.

Con l’approvazione della nuova legge, infatti, tutti i primi cittadini, anche quelli dei comuni con meno di 5.000 abitanti, non potranno candidarsi per un seggio in Consiglio regionale, a meno che non si dimettano almeno tre mesi prima della scadenza del loro mandato. Una misura che riguarda anche i sindaci di comuni più grandi, già soggetti a questa regola, ma che ora si estende anche ai piccoli centri. Una decisione che è stata presa con l’intento di evitare conflitti di interesse e accumulo di potere.

Mentre per i sindaci delle piccole realtà locali le porte delle elezioni regionali si chiudono, la legge approvata oggi non impedisce a De Luca di tentare un terzo mandato alla presidenza della Campania. L’attuale governatore, che ha già guidato la regione per due mandati consecutivi dal 2015, potrà infatti ricandidarsi alle prossime elezioni regionali, grazie all’approvazione della legge che elimina il limite del 65% del premio di maggioranza e permette allo stesso De Luca di correre per un terzo mandato consecutivo.

La riforma, che fa parte di un pacchetto di modifiche alla legge elettorale regionale, ha suscitato il dibattito anche all’interno del Partito Democratico, che, pur approvando la proposta di legge, aveva visto con una certa preoccupazione l’appello della segretaria nazionale Elly Schlein, contraria alla possibilità di un terzo mandato per De Luca. Tuttavia, la modifica della legge elettorale ha trovato il consenso di gran parte del Consiglio regionale, che ha votato 31 favorevoli, 12 contrari e 1 astenuto, approvando così la possibilità per il governatore uscente di tentare di mantenere la guida della Campania per un altro quinquennio.

La legge prevede anche altre modifiche importanti, come l’introduzione di una soglia di sbarramento del 2,5% per le liste, la riduzione delle firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali e la sospensione dei consiglieri regionali nominati assessori, che dovranno dimettersi dal Consiglio se accettano un incarico di governo.