Sgominata holding di falsari in tutta Italia: 109 arresti

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L’operazione Giotto ha riguardato la Campania, la Calabria, il Lazio, la Sicilia, la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Toscana, la Puglia e la Basilicata. Il “cartello” individuato dalla Dda era dedito alla produzione ed alla capillare distribuzione di banconote, valori bollati e documenti di identità falsi, ed era strutturato in distinti gruppi criminali tra loro collegati a formare un network operante su tutto il territorio nazionale e con diramazioni in Germania, Spagna e Lituania. Oltre 700 sono stati i Carabinieri impegnati nell’esecuzione delle 109 ordinanze di custodia cautelare e dei 150 decreti di contestuali perquisizioni, emessi dal GIP e dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria a chiusura d’una complessa attività investigativa avviata sin dal 2005 dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo che, nell’ambito d’una loro indagine antimafia, s’imbatterono nell’organizzazione con l’arresto, operato in provincia di Napoli, di un indagato trovato in possesso di circa 100mila euro falsi. Il profilarsi dello scenario d’una ramificata rete di falsari, estesa in ambito nazionale ed anche oltre confine, portò la DDA reggina ad avviare un distinto procedimento penale ed a dedicarvi un “pool” investigativo. Oltre al reparto operativo provinciale, al comando originatore dell’indagine venne infatti affiancato il Comando Antifalsificazione Monetaria di Roma, l’organo centrale dell’Arma specializzato nel settore della prevenzione e del contrasto al falso nummario a livello nazionale ed internazionale. Sotto la direzione dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, gli investigatori dell’Arma hanno operato attraverso l’attivazione di canali di cooperazione internazionale, sia con forze di Polizia estere (tramite dell’ Ufficio Centrale Nazionale del Falso Monetario della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno) sia con organismi comunitari (l’European Technical and Scientific Centre dell’OLAF – Ufficio per la Lotta Antifrode della Commissione Europea – di Bruxelles ed il Central Analysis Centre della Banca Centrale Europea di Francoforte) dai quali sono venuti supporti di approfondimento tecnico specialistico. L’inchiesta, nelle sue precedenti fasi, ha già portato alla scoperta, nelle province di Napoli, Caserta e Reggio Calabria, di quattro “laboratori” clandestini per la produzione di banconote, monete e marche da bollo false, all’arresto in flagranza di 50 persone (due delle quali in Spagna) ed al sequestro di banconote false (da 20, 50 e 100 euro) per un valore nominale complessivo di oltre 1.242.000 euro.

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