Sequestrata la cava: al vaglio degli inquirenti le norme di sicurezza

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Prosegue, ininterrottamente, l’attività investigativa dei Carabinieri della Compagnia di Avellino, guidati dal Tenente Di Napoli, e del Pubblico Ministero Tufano sulla tragica morte di Gino Clora, il 42enne di Volturara Irpina deceduto nel pomeriggio di martedì nella cava del gruppo “Irpinia Calcestruzzi” a Salza Irpina. Gli inquirenti, dopo poco la tragedia, hanno ascoltato il conducente del camion che stava scaricando pietre e inerti calcarei estratti nella cava e gli altri colleghi del 42enne che hanno assistito, impotenti, alla disgrazia. Intanto, continuano i sopralluoghi sul luogo della tragedia – ricordiamo che, come prassi, la cava è stata sottoposta a sequestro anche per assicurare il regolare svolgimento delle perizie. La Procura vuole vederci chiaro. Vuole riportare alla luce alla verità ed è per questo che ha anche conferito mandato al medico legale Di Benedetto di eseguire, nonostante l’esito dell’esame esterno sul cadavere fatto dopo poco la tragedia, anche l’autopsia. Tutti elementi che andranno ad incastrarsi l’uno nell’altro. Gli inquirenti stanno verificando se il 42enne, che ricordiamo al momento della tragedia era intento a ripulire la vasca, a forma di imbuto, nella quale doveva essere scaricato il materiale estratto dalla cava, avesse messo l’apposita segnaletica che avrebbe indicato agli altri addetti la sua presenza proprio nella vasca. Erano le 16 circa quando, nel giro di pochi istanti, Gino Clora, sposato e padre di tre figli, è stato completamente sepolto dagli inerti trovando la morte proprio mentre stava lavorando. (Emiliana Bolino)

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