Savignano – Scatta la protesta: i cittadini bloccano la Statale 90

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Una protesta sempre più aspra. Anzi, più che una mobilitazione un vero e proprio messaggio d’allarme. Lo avevano promesso e così è stato. Se la Valle del Cervaro non era disposta a ricevere fos e sovvalli lo è ancora meno per le ecoballe. L’ultima decisione di Corrado Catenacci “è apparsa più che mai un sopruso” e Savignano proprio non ci sta. Non molti i presenti- naturalmente rispetto al passato – ma non è certo il numero a fare la differenza: circa 1000 persone provenienti da Panni, Montaguto, Greci, Ariano Irpino (tra queste anche le indimenticate ‘Donne del Bivio’, già protagoniste della protesta per la discarica arianese di Difesa Grande). A far da supporto a cittadini ed istituzioni locali il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Gennaro Imbriani. Da questi presupposti, “dal continuo subire l’ingiustizia di una scelta che non ha tenuto in alcun conto la nostra posizione”, nasce un coordinamento generale: l’organismo provvederà a darà vita ad un presidio permanente in località Ischia. Il tutto per bloccare qualsiasi iniziativa che possa esser volta a trasformare il territorio in un sito di compostaggio per ecoballe. Insomma, ancora una volta, per dirla in maniera più pratica, i cittadini bloccheranno le ruspe. E se ha sollevato perplessità la battaglia mossa in passato non poteva essere da meno quella che nel pomeriggio di oggi ha animato l’antica fornace, una manifestazione che, seppur agguerrita, ha saputo lanciare un chiaro messaggio sempre nel rispetto della legge. Un comizio, iniziato alle 17, ha scaldato ulteriormente gli animi di cittadini già abbastanza infervorati. “I nostri sforzi fino ad oggi non hanno sortito alcun effetto – ha dichiarato il primo cittadino Oreste Ciasullo – Nessuno ha tenuto conto delle nostre istanza e ancora una volta la nostra dignità è stata calpestata. E’ giunto il momento di dire basta. Non permetteremo più a nessuno di commettere ingiustizie sul nostro territorio”. Cittadini ed istituzioni, campane e del limitrofo territorio pugliese, ancora una volta unite per combattere un destino contrario e comune. Ma non solo parole. Promesse che, tenuto conto delle trascorse prese di posizione, senza dubbio verranno mantenute. Il progetto, fermo ed irrevocabile, nasce dalle fila di Legambiente: “Se non voglio ascoltarci allora troveremo il modo di costringerli. Saremo presenti ad ogni seduta consiliare di Palazzo Caracciolo e, se necessario, ne bloccheremo lo svolgimento dei lavori. Questo fino a quando la presidente De Simone non porterà in Consiglio il ‘caso Savignano’ e fino a quando non deciderà di abbattere il muro e venire a visitare il nostro territorio”. Ma che pensava si trattasse solo di un semplice incontro si è sbagliato di grosso. Quello che, apparentemente sembrava una pacifica ‘chiacchierata’ ha presto assunto connotati diversi. Avevano avvisato: ‘passeremo alle maniere forti’. Dalle parole ai fatti. Ad incontro concluso la schiera dei 1000 si è prontamente diretta verso la Statale 90 delle Puglie. In men che non si dica il tratto stradale è stato bloccato causando chilometri di code in direzione Napoli ed in direzione Foggia. Un gesto eclatante, un chiaro messaggio quasi a voler dimostrare che ‘ora non si scherza più’. Un monito, un avvertimento, un presagio. Poi, alle 20, la rimozione del blocco. Un atto forte, dunque, ma sempre pacifico anche se non sono mancati episodi incresciosi. L’autista di un tir, bloccato sul tratto stradale, ha infatti tentato di investire i manifestanti per poi scappare in direzione Foggia. La tensione, come è naturale che sia, resta alta. Intanto nella giornata di domani l’assessore provinciale all’Ambiente, Bruno Fierro, incontrerà il sub commissario Ciro Turiello, con la speranza che questo ennesimo summit dia i frutti sperati. Altrimenti la Valle del Cervaro è sempre pronta, come ieri ha dimostrato, a “passare alle maniere forti”

(Manuela Di Pietro)

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