Ariano – Difensore civico, l’out out di De Pasquale

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D – Nell’ultima seduta di Consiglio comunale passa la rendicontazione 2004. Un milione di avanzo amministrativo il risultato frutto anche di sei mesi di amministrazione Gambacorta. Come reputa questa prima performance della maggioranza?
R – E’ un consuntivo in realtà molto carente sotto l’aspetto finanziario, almeno secondo le nostre valutazioni. Certamente è stato presentato in maniera molto suadente.
D – Quali punti di discrepanza emergono dall’analisi dell’opposizione?
R – Si tratta di un risultato fittizio perchè non valutato sotto il profilo corrente. In verità quello che emerge dall’analisi dei dati è un disavanzo di gestione, dove gli impegni sono maggiori rispetto agli accertamenti assunti. Basti considerare che esistono residui attivi dal 2001, cioè crediti non riscossi, che è ormai difficile incamerare e residui passivi sui quali incide il forte peso economico delle parcelle degli avvocati: ben 103 pratiche di liti in corso. Potremmo fare invece una convenzione con un primario studio legale e risparmiare molto di più. Per non parlare poi di un altro fattore negativo: l’ipotesi di debiti fuori bilancio puntualmente rinviati.
D – Qual è secondo lei il limite di questa maggioranza?
R – L’incapacità di rispettare i tempi. Sulle previsioni di bilancio, sulla rendicontazione, sul Peg, il Piano Esecutivo di Gestione che doveva essere approvato a sette giorni dal Bilancio di previsione e di cui ancora non se ne vede traccia. Ma, soprattutto, non si portano all’attenzione del Consiglio i problemi veri, quelli concretamente vissuti dai cittadini.
D -Ma fa qualche esempio?
R – Uno su tutti, il ritardo della nomina del Difensore civico. Un soggetto deputato a verificare la legittimità degli atti amministrativi senza costringere la gente a rivolgersi al Tar per un ricorso. Di qui il mio ultimatum: o si fa una seduta -la richiesta si protrae dall’11 gennaio scorso- ad hoc nella prossima riunione consiliare, altrimenti scriveremo al Difensore Civico regionale per nominare un commissario ad acta.
D -Sull’appartenenza politica del Difensore civico, i Ds avrebbero espresso una pretesa politica. Condivide la posizione?
R – Nessun colore, nessuna appartenenza di centrodestra o centrosinistra. Il Difensore civico è un organo al di sopra delle parti. Non c’è necessità di pretesa politica. L’importante è che abbia il carisma necessario per svolgere con professionalità e qualità il suo delicato e quanto mai necessario lavoro.

(Antonietta Miceli)

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