Savignano I./Nocera: “Sono pronto ad aprire un dialogo con Vendola”

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Savignano Irpino – “Sono disponibile a incontrare al più presto i colleghi della Regione Puglia, per un confronto sereno e aperto sulla questione di Savignano Irpino. Sto seguendo personalmente, giorno dopo giorno, l’evolversi della situazione”. Lo ha detto, in una nota, l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Luigi Nocera, a poche ore di distanza dal vertice a Bari tra la comunità della Valle del Cervaro ed il Governatore della Puglia Nichi Vendola. Intanto, gli animi dei manifestanti non si placano ed il presidente della Regione Puglia chiederà un incontro al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, al presidente della provincia di Avellino Alberta De Simone e al Commissario per l’emergenza rifiuti in Campania Corrado Catenacci. Insomma, nell’emergenza rifiuti si apre un fronte pugliese, una guerra tra Regioni, Province e presidenti. Tutta colpa di una discarica, quella da realizzare a Savignano, che si trova sul confine esatto tra Campania e Puglia, tra Irpinia e Foggiano. La discarica, scelta dal commissariato e che sarà allestita dalla società Fibe, dovrà accogliere, nell’area di una ex cava dismessa, Fos (frazione organica stabilizzata) e sovvalli (scarti di Cdr) provenienti dalla centrale di Pianodardine. La tensione è destinata a salire, molto più di qualche anno fa, quando i rifiuti campani finirono nell’inceneritore pugliese di Massafra. Savignano Irpino, 1.300 anime, 38,20 chilometri quadrati e 700 metri di altitudine è una terrazza su splendidi panorami collinari. Savignano da mesi è sul piede di guerra al punto da invocare un referendum (bloccato dalla Cassazione) per passare con la regione confinante. Vendola ha ricordato che la Regione Puglia ha fatto importanti investimenti in quel territorio, per dare nuovo impulso al turismo e creare nuovi posti di lavoro. “Con una discarica tutto ciò non potrebbe essere realizzato”, ha affermato il sindaco di Panni Leonardo De Luca che si è detto fiducioso che qualcosa ora si muoverà. Intanto, continua i presidi permanenti ai due scali, quello di Savignano e di Montaguto-Panni: la comunità, laddove nessuna svolta dovesse esserci, conferma il blocco della linea ferroviaria “Pianerottoli Ariano-Troia” per impedire l’arrivo delle ruspe della Fibe.

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