Savignano – Caso Pustarza: le richieste dei Verdi

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Savignano – Il consigliere Marcello Zecchino attraverso una missiva inviata al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta della Comunità Montana dell’Ufita ha manifestato, con riferimento alla situazione di Savignano Irpino, la richiesta “di una forte ed inequivocabile presa di posizione da parte della Comunità Montana che, per finalità statutarie, è preposta alla tutela ed alla valorizzazione delle zone montane”. “Quello che è accaduto nella giornata del 18 febbraio – recita la missiva – non ha soltanto calpestato quei diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione ma ha dato un’ulteriore conferma: che l’accanimento nei confronti di questo territorio è stato scientemente programmato e di certo non per ragioni di natura tecnica. Le popolazioni locali stanno sostenendo, con convinzione e determinatezza, le ragioni di una vasta area territoriale e dopo anni di soprusi hanno inteso respingere lo spettro dell’ennesima violenza ambientale. Bene fece la Comunità Montana dell’Ufita allorquando, nel 2004 ed in altre occasioni, si schierò al fianco del comune di Savignano per difendere lo stesso da una scelta, quella operata dalla Provincia di Avellino, rivelatasi poi infelice. A maggior ragione oggi, dopo che questo territorio ha dato ancora una volta prova di una sofferta solidarietà (la riapertura di Difesa Grande nello scorso mese di giugno) per far fronte alla ennesima emergenza ambientale in Campania, l’Ente montano ha il dovere di svolgere il proprio importante ruolo nei confronti di quelle Istituzioni sovracomunali che continuano a perseverare su valutazioni errate. Se è vero che gli enti locali devono garantire la propria collaborazione per la risoluzione di un’annosa problematica, ancor più vero è il fatto che per quel principio di solidarietà da tutti evocato, il nostro territorio ha già notevolmente contribuito e pertanto, le soluzioni, tecnicamente idonee, devono essere ricercate in altri territori finora lasciati fuori dalle scelte operate.
La posizione dei Verdi nei confronti dell’individuazione del territorio di Savignano Irpino, per la realizzazione di una discarica provinciale, è sempre stata di ferma contrarietà.
La Federazione regionale dei Verdi, prendendo atto dei risultati delle indagini effettuate dal C.N.R. e dalla competente Autorità di Bacino, accolse l’appello lanciato dal sottoscritto e dai rappresentanti territoriali del Partito, impugnando le Ordinanze commissariali che approvavano il progetto di “ricomposizione morfologica” innanzi al Giudice Amministrativo (T.A.R. Campania, T.A.R. Lazio e Consiglio di Stato) unitamente ai Comuni di Savignano Irpino e di Panni (FG), al Comitato di Tutela del Territorio ed alla associazione Qualità Italia. Detti ricorsi furono presentati sin dal luglio 2005, quando lo scrivente ricopriva la carica di Assessore provinciale. In questo modo il sottoscritto decise di stare senza indugi dalla parte della ragione, dalla parte di Savignano appunto, piuttosto che optare per altre scelte di convenienza politica.
L’iniziativa della direzione provinciale del Partito Democratico di approvare all’unanimità un documento per sollecitare la Provincia di Avellino a realizzare la discarica irpina a Savignano è stata, e lo è tuttora, una scelta imbarazzante. E’ doveroso sottolineare che se la Federazione dei Verdi avesse deliberato una simile decisione le strade che uniscono lo scrivente alla propria compagine politica si sarebbero inevitabilmente divise”.
La proposta che attraverso questo documento si intende far pervenire al Consiglio Generale e al Presidente della Comunità Montana, anche nella qualità di Capogruppo alla Provincia del Partito Democratico, è quella di sottoporre alla Provincia di Avellino ed al Commissario di Governo le seguenti richieste: annullamento in via di autotutela di tutti i provvedimenti concernenti l’individuazione delle aree “Pustarza” e “Ischia” del comune di Savignano Irpino – anche alla luce della recente Ordinanza commissariale nella quale si evince la non convenienza economica dell’opera a farsi a causa degli elevatissimi costi da sostenere per la messa in sicurezza dell’intera area in località Ischia; scorrimento dell’elenco dei siti ritenuti idonei e redatto dalla Provincia di Avellino con esclusione del comune di Ariano Irpino, come da dispositivo di una Legge dello Stato; adozione di tutti i provvedimenti che vadano nella direzione invocata da più parti : quella di ripartire equamente il problema comune del mancato smaltimento dei Rifiuti tra quei territori della provincia di Avellino, diversi dall’area arianese, idonei sia per le caratteristiche geo-morfologiche che per viabilità.

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