S. Angelo Lomb. – Don Gnocchi: il ricordo a 52 anni dalla morte

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Sant’Angelo dei Lombardi – E’ stato celebrato il 52esimo anniversario della morte di Don Carlo Gnocchi presso il polo specialistico riabilitativo di Sant’Angelo dei Lombardi. Alla cerimonia, oltre ai degenti e al personale della struttura, erano presenti il presidente nazionale della Fondazione Monsignor Angelo Bazzari, il direttore dell’area centro Sud Salvatore Provenza, il direttore sanitario dell’ospedale Criscuoli Angelo Frieri, il direttore sanitario dell’Asl Av 1 Tarzia, il presidente del Consorzio dei Servizi sociali “Alta Irpinia”, Rosanna Repole, insieme ai comandanti altirpini dei Carabinieri Tenente Fabio Truddaiu e della Guardia di Finanza Tenente Di Giorgi. Subito dopo la Santa Messa (svolta nella sala adiacente i reparti), presso la sala convegni, è stato proiettato un documentario in cui è stata illustrata l’attività del Polo Riabilitativo che sarà distribuito ai medici di famiglia, agli ospedali, alle Asl, alle scuole e alle vari istituzioni presenti sul territorio della regione Campania. Presenti alla cerimonia, il direttore medico e primario dell’Unità Cardio-respiratoria della struttura Soccorso Capomolla, il primario dell’Unità riabilitativa Ortopedica e Neurologica Salvatore Brancaccio, oltre ai medici e al personale del polo specialistico.
Il Presidente nazionale della fondazione, non si è riservato, dopo la proiezione del video-documentario di esprimere un positivo giudizio sull’attività e i risultati del Polo specialistico altirpino. “Per quanto riguarda il bilancio a due anni dall’apertura del centro – ha spiegato Monsignor Bazzari – i risultati sono ben visibili sotto gli occhi di tutti. Siamo una realtà presente che intende crescere e guardare alle esigenze dei cittadini e del territorio”. Particolarmente significative sono state anche le parole espresse dal direttore del polo specialistico e dell’area centro Sud, Salvatore Provenza che ha spiegato: “Don Carlo Gnocchi ha diffuso la cultura della malattia e della medicina. Il ricorso della sua morte coincide con la presentazione di questo documentario sul Polo specialistico altirpino che sarà diffuso – ha concluso – in maniera capillare per far conoscere le nostre attività e specialità mediche”.

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