Rifondazione Comunista – D’Alessandro: ‘Avellino non parla ai bambini’

5 Gennaio 2006

“Il Comune non dà i dati. Avellino non parla ai bambini. Raramente capita che le classifiche ‘di vivibilità’ presentate da importanti associazioni italiani vedano Avellino in una posizione dignitosa”. Così la nota di avvio del segretario cittadino di Rifondazione Comunista Andrea D’Alessandro. “Quando accade, però, il sindaco Galasso e gli altri amministratori mostrano un notevole impegno nel diffondere tali risultati (spesso falsandoli) e a vantare gli obbiettivi raggiunti. In occasione dell’Epifanìa, tradizionalmente ritenuta ‘la festività dei bambini’, Legambiente ha diffuso ‘Ecosistema bambino 2006’, il rapporto sulle politiche per l’infanzia delle città capoluogo. Come afferma la stessa associazione tale rapporto è il frutto delle risposte fornite dalle amministrazioni comunali a un questionario che valuta le “forme di partecipazione avviate per favorire un ruolo attivo dei bambini nella città, le strutture dedicate alle politiche per l’infanzia, il rapporto di collaborazione tra amministrazione comunale e associazioni no profit, i servizi e le iniziative di aggregazione e di animazione culturale”. La classifica delle città “viste dagli occhi dei bambini” vede, oltre alla consueta migliore vivibilità delle città del centro-nord dell’Italia, posti dignitosi per le città campane. Legambiente definisce discreto il proprio giudizio su quanto posto in essere a Benevento(29°) e Caserta (40°), sufficiente quello su Napoli (53°) e Salerno (65°). La nostra città, invece, non occupa alcuna posizione. L’amministrazione comunale di Avellino, per evitare un’inevitabile brutta figura, è tra i 15 capoluoghi che non hanno fornito alcun dato . Esigiamo spiegazioni su quest’ennesimo esempio di cattivo governo e scarsa trasparenza amministrativa . E soprattutto riteniamo che sia giunto il momento per l’assessore titolare della delega alle politiche dell’infanzia Toni Iermano di dire alla comunità cosa farà quest’amministrazione perché la nostra diventi una città “a misura dei più piccoli”. Non bastano di certo le innumerevoli conferenze-stampa e gli interventi televisivi dell’assessore, non bastano i proclami : la città della cultura che sogna Iermano è possibile soltanto se Avellino comincia seriamente a “dialogare” e a far esprimere i più piccoli. Altrimenti è solo inutile estetica della politica”.


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