Rifiuti, Pdci: “La nostra? Una strana classe dirigente”

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Avellino – “Sopita ma non risolta l’emergenza rifiuti. Il silenzio è sceso sulla discarica di Ariano Irpino, gli impegni per la messa in sicurezza e la bonifica sono al momento disattesi, gli abitanti della zona e dell’Irpinia intera restano esposti alle gravi conseguenze sulla salute. L’unica certezza: anni di indagini della Procura Arianese, che aveva disposto il sequestro della discarica di Difesa Grande per l’ipotesi di disastro ambientale, sepolti sotto tonnellate di immondizia”. Il segretario provinciale del Pdci, Vito Nicola Cicchetti, orna sulla questione rifiuti sottolineando come “dimenticata la discarica, si accende il dibattito sull’impianto di incenerimento proposto dall’Asi”. “Strana Provincia la nostra – continua -. Si rincorre sempre qualcosa e qualcuno. Strana classe dirigente la nostra, parte sempre dalla coda dei problemi. I tanti esperti di rifiuti e di impiantistica sono oggi presi dal dibattito inceneritore. SD è DL si accapigliano su chi ha maggiori competenze e conoscenze con comunicati di onorevoli e controrepliche di organismi dirigenti. Un metodo serio di affrontare il problema e quello posto in essere dal PdCI che con il capogruppo Domenico Ranaudo interroga il Presidente della Provincia per stimolare un dibattito in Consiglio Provinciale. La questione va affrontata per ordine e quindi partendo dall’inizio di quello che è il ciclo integrato. A partire dal gennaio 2008 termina il commissariamento, non l’emergenza, e la Provincia può riappropriarsi della competenza in materia e redigere il piano provinciale dei rifiuti. Prima di arrivare a proporre la soluzione ‘finale’ occorre: monitorare quantità e qualità del rifiuto; attivare una serio piano di raccolta differenziata che sia rispondente alle percentuali di legge; considerare l’impiantisti presente sul territorio (CDR, stazione di compattazione e trasferenza, compostaggio ecc.), individuare la soluzione finale più economica e meno inquinante per l’ambiente e la meno dannosa per la salute dei cittadini. Completato questo iter, previsto dalla normativa vigente, la Provincia deve fare una ultima ma importantissima cosa. Indicare chiaramente nel piano rifiuti provinciale: la provincializzazione dei rifiuti. Non vogliamo esportare rifiuti ma neanche vogliamo importarne”.

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