Quindici – Santaniello: “Escludo la matrice camorristica”

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Quindici – Dal 15 al 29 agosto ben tre attentati hanno turbato la vita di Quindici. Oggi l’ultimo episodio – l’incendio doloso all’auto di un imprenditore dove le fiamme si sono estese all’attigua falegnameria – preceduto dall’attentato di ieri dove ignoti hanno dato fuoco, durante la notte, a materiale plastico utilizzato per la realizzazione di fognature, custodito nel piazzale di un’impresa edile. Agli ultimi due veneti, entrambi chiaramente di natura dolosa, si aggiunge il terzo episodio, risalente allo scorso 15 agosto, quando furono dati alle fiamme un escavatore ed un casolare della ditta di famiglia di un ispettore di polizia.
Tante vicende apparentemente distaccate che tuttavia presentano elementi comuni e lasciano presumere l’ombra di una mano ben più pericolosa del semplice atto valutato nella sua singolarità.
“Senza dubbio siamo di fronte ad una situazione allarmante – ha dichiarato il sindaco Liberato Santaniello – Siamo in una condizione da codice rosso. Questa mattina ho sentito ancora una volta le forze dell’Ordine, in particolare il capitano Fettizio, e so che l’attenzione verso il nostro paese e verso gli atti che lo stanno sconvolgendo è massima. In campo ci sono varie ipotesi, tutte da valutare con la massima attenzione”.
Il primo cittadino di Quindici esprime tuttavia qualche perplessità sulla matrice camorristica degli eventi: “Pensare alla mano di un clan camorristico mi sembra eccessivo – ha spiegato – Dal punto di vista delle attività dei clan e della camorra la situazione sembra essere assolutamente sotto controllo. Ritengo piuttosto che ci siano altre forze in campo che vanno attenzionate con la stessa serietà e determinazione”.

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