Produzione olivicola, a Grottaminarda la presentazione della Guida Slow Food “Extravergini 2026”

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766 aziende di tutta Italia, 21 irpine, 3 di Grottaminarda. La 26esima edizione della Guida nazionale agli oli “Extravergini 2026” di Slow Food, la più longeva tra tutte le guide, è stata presentata ieri nella splendida location dei Giardini Pensili del Castello d’Aquino. Evento a cura della Condotta Slow Food Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi, con il patrocinio del Comune di Grottaminarda e di Slow Food Italia.

Una Guida che porta avanti con scrupolo l’obiettivo di valorizzare piccole e piccolissime aziende che rappresentano il massimo della qualità nella produzione olivicola; una Guida affidabile in quanto indipendente poichè non riceve alcun contributo dai produttori ed i gruppi di assaggio lavorano senza conoscere i nomi delle aziende.

La serata ha voluto celebrare queste eccellenze con la consegna di attestati alle numerose aziende presenti; è stata anche un momento di confronto tra esperti e produttori sul settore olivicolo ed è culminata con una deliziosa degustazione a cura de Il Sogno Risto-Gourmet, con le focacce di Grimaldi e la possibilità di abbinare ciascun finger food agli oli presenti in Guida e disponibili sul banco d’assaggio.

Ad aprire e moderare l’incontro il Presidente della Condotta Slow Food Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi, Alessandro Barletta, che ha illustrato alcune delle attività della Condotta.

A fare gli onori di casa la Presidente del Consiglio comunale di Grottaminarda, nonchè delegata all’Agricoltura, Virginia Pascucci, che ha ringraziato, innanzitutto, i tanti produttori arrivati da fuori e poi ha elogiato le tre aziende grottesi presenti in Guida: l’Azienda Agricola Maria Ianniciello, Case d’Alto e l’Azienda Giuseppe Lo Chiatto, ricordando poi la figura dell’agronomo Tommaso Vitale per aver contribuito a diffondere una nuova cultura nelle produzioni agricole.

Il Curatore della Guida agli Extravergini per la provincia di Caserta, Massimiliano Gallo, si è, invece, soffermato su come si svolgono gli assaggi da parte dei “panel”, di quanto sia rigorosa la selezione degli oli da inserire in Guida e sul fatto che le produzioni intensive vengano automaticamente escluse.

È stata poi la volta del Curatore della Guida agli Extravergini Slow Food Italia Campania e Basilicata, Angelo Lo Conte, che ha spaziato, illustrando la Guida quale prodotto editoriale dinamico ed indipendente che segue l’andamento delle produzioni e valorizza non solo gli oli ma anche il suolo, le cultivar, il paesaggio, gli oliveti storici, le persone; ha parlato dell’importanza di mettere in rete produttori, osti, ristoratori, del ruolo fondamentale dei frantoiani, della necessità di scambiarsi esperienze per creare un modello identitario ed ha espresso anche le sue preoccupazioni sul ricambio generazionale e su quello che deve essere l’obbiettivo in Campania di recupero degli oliveti abbandonati, per salvare importanti biodiversità, ridurre il rischio incendi ed il rischio idrogeologico.

Sull’aspetto salutistico si è soffermato, infine, Erasmo Timoteo, figura storica di Slow Food già responsabile delle Comunità di Terra Madre campane e lucane, evidenziando come più si studia più si scoprono ulteriori qualità organolettiche dell’extravergine, come nel caso dell'”oleocantale”, polifenolo presente nelle olive che alle qualità antiossidanti, aggiunge quelle antinfiammatorie