«La firma dell’Accordo di Programma sui PRiUS rappresenta un passaggio importante per Avellino e, di fatto, la conclusione di un procedimento avviato durante la mia amministrazione, sul quale abbiamo lavorato incessantemente insieme alla squadra di governo e agli uffici comunali, costruendo i progetti e rispettando scadenze decisive».
Lo dichiara la consigliera comunale ed ex sindaca di Avellino Laura Nargi in occasione della sottoscrizione dell’Accordo di Programma relativo al Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile. Il piano ha un valore complessivo di quasi 17 milioni di euro.
«Quando ero ancora Sindaca – ricorda Nargi – proprio in Consiglio comunale lanciai un appello alla responsabilità. C’erano tempi contingentati da rispettare, interventi da avviare e finanziamenti da mettere al sicuro. Chiedevo il tempo necessario per far
partire i lavori e non interrompere un percorso che si trovava già in una fase decisiva».
«Oggi ci ritroviamo con circa un anno di ritardo e, nel frattempo, alcuni finanziamenti sono andati persi. I PRiUS, invece, sono rimasti in piedi anche grazie al lavoro già portato avanti e al livello di avanzamento raggiunto. Non serve tornare a ciò che è
accaduto allora. I fatti di oggi, però, restituiscono il valore di quel lavoro e il senso di quell’appello. Perché il tempo, nell’amministrazione pubblica, può significare accelerare un’opera oppure rallentarla, salvaguardare una risorsa oppure rischiare di perderla».
Nargi sottolinea soprattutto la visione che aveva guidato la programmazione: «Dietro quei finanziamenti non c’era un semplice elenco di opere, ma un progetto preciso di città. Verde, cultura, storia e spazi pubblici dovevano essere messi in relazione,
costruendo connessioni tra luoghi che troppo spesso Avellino ha vissuto come realtà separate».
Al centro del disegno, la Villa Comunale, con un intervento da circa 1,75 milioni di euro, pensato per recuperare l’orto botanico, riqualificare gli spazi, le panchine e l’illuminazione, rafforzare sicurezza e videosorveglianza e abbattere le cancellate, mettendo la Villa in relazione con l’Eliseo e con il Parco del Fenestrelle.
«Avevamo immaginato un vero asse verde e culturale – prosegue Nargi – nel quale la Villa Comunale potesse dialogare con l’Eliseo e aprirsi naturalmente verso il Fenestrelle. A questo si aggiungevano l’Eliseo, Piazza Kennedy e la Casetta di Vetro attraverso il PON Metro, insieme al recupero e alla valorizzazione di Villa Amendola».
Per il Parco del Fenestrelle erano stati previsti con i PRiUS circa 2 milioni di euro per gli ingressi, sulla base di uno studio di fattibilità già predisposto. Dopo il riconoscimento del Parco urbano intercomunale del Torrente Fenestrelle, la prospettiva era quella di proseguire con il recupero e la valorizzazione degli antichi mulini e del corso d’acqua, rafforzando il patrimonio ambientale e storico della città.
La stessa impostazione riguardava Piazza Amendola e la Dogana, il Teatro Carlo Gesualdo, con oltre 3 milioni di euro destinati alla valorizzazione dell’anfiteatro, del Belvedere e del parco del Teatro, il Castello Longobardo, il completamento di Palazzo
De Peruta e l’intervento di riqualificazione previsto per Picarelli.
«Sul Castello – aggiunge Nargi – si prosegue un percorso già avviato con i PICS, dai camminamenti al recupero degli spazi interni fino alla sala multimediale. Su Piazza Amendola l’obiettivo era completare il recupero della Dogana riqualificando anche lo spazio circostante. Sul Teatro Gesualdo, invece, avevamo previsto un intervento capace di valorizzare non soltanto la struttura, ma anche l’anfiteatro, il Belvedere e il parco».
«Oggi ciò che conta è andare avanti. Mi interessa soprattutto che questi progetti vengano realizzati e che le risorse si trasformino finalmente in cantieri, opere e luoghi restituiti agli avellinesi.»
«Quella programmazione – conclude Nargi – nasceva da un’idea molto semplice: non opere sparse, ma luoghi capaci di dialogare tra loro. Una città più verde, vivibile e inclusiva, capace di custodire la propria identità e contemporaneamente di guardare al futuro. Questa è l’idea di città che abbiamo affidato a quei progetti. Oggi mi auguro semplicemente di vederli diventare realtà. Per Avellino, per tutti».

