Predissesto, Festa e Cuzzola convinti: “Siamo nel giusto. Ci auguriamo che a Roma ci sia solo distrazione e non dietrologia”

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Alfredo Picariello – Piano di riequilibrio del Comune di Avellino ancora al palo, con gli 8 milioni richiesti dall’amministrazione che non arrivano: se ne discute in consiglio comunale, su richiesta dell’avvocato Preziosi. “Vorremmo innanzitutto sapere se è stata inviata la nota di risposta alla Corte dei Conti, la nota con la quale si fa chiarezza”. La risposta dell’assessore al Bilancio, Cuzzola, è come sempre dettagliata. Chiarisce il “giallo” delle delibera contestata che ha mandato in confusione i dirigenti del ministero dell’Interno.

“Non è la delibera 50 del marzo 2019 a chiedere il fondo di rotazione. In quella delibera si dà atto che non c’è nessuna necessità di dissesto e si dà mandato agli uffici di dare il via alle procedure. La delibera che blocca le procedure di pignoramento che deve essere tenuta in considerazione, è quella 94 del mese di maggio. La delibera di marzo era solo di indirizzo”.

Cuzzola prosegue: “Dal nostro punto di vista siamo ottimisti e sereni. Ad ogni modo, c’è sempre un piano B, l’amministrazione si è comunque già attrezzata. Bisogna anche ricordare che la nostra massa passiva è divisa in due parti. Venti milioni arrivano da disavanzo e debiti fuori bilancio, per il resto dobbiamo parlare di mancati accantonamenti, sono somme che non dobbiamo pagare a nessuno. Le somme che dobbiamo veramente corrispondere sono 13 milioni di debiti fuori bilancio. Ad ogni modo, dobbiamo lavorare al massimo per evitare il dissesto, dobbiamo andare avanti. Non capisco perché il minsitero ci ha fatto perdere un anno non erogandoci le somme che ci servono. Non voglio fare dietrologia, voglio pensare solo ad un banale errore”.

Sul “giallo” delle delibere, Preziosi non è d’accordo: “E’ la delibera 50 quella che deve fare fede, perché la delibera 50 ha sospeso tutte le attività esecutive. Molto probabilmente, anche il ministero si è posto lo stesso problema”. Per Picariello del MoVimento 5 Stelle, Cuzzola racconta “verità parziali. Ad ogni modo, non ci siamo mai augurati che questa città finisse nel dissesto. Credo, infine, che prima o poi occorerrà fare chiarezza sui motivi per i quali siamo arrivati a questa situazione e su chi ci ha portato a tutto questo”.

“Nessuno di noi tifa per il dissesto”, afferma Luca Cipriano. “Però è nostro dovere esaminare le carte e provare ad indirizzare verso la verità la nostra amministrazione. Mi chiedo se è effettivamente sia tutto così lineare. Perché se è tutto così lineare, come mai la procedura è ferma da oltre un anno? A questo punto, occorre pensare che anche a Roma, ai massimi vertici dello Stato, ci siano i rosiconi? Tutto il mondo è contro di voi?”.

La replica ai consiglieri arriva dal sindaco Festa: “E’ giusto fare chiarezza, spiegando bene di quello di cui parliamo. Esiste la specie dei rosiconi, non pensiamo ci sia una specie romana, ma una locale. I rosiconi somatizzano, siamo convinti che al ministero non ci sia questa specie umana. Abbiamo avuto un confronto con il commissario Priolo che ha prodotto le due delibere. Si evince che la delibera da cui parte il ricorso al predissesto è quella di maggio, in maniera inequivocabile. Su questo siamo pronti ad andare ovunque per difendere il tema che è tecnico, leggendo il contenuto delle due delibere non c’è dubbio alcuno. Non so perché il ministero non abbia letto approfonditamente, è umano sbagliare. Ma le delibere non vanno lette in maniera sommaria. Reputo positivo il contenuto della nota della Corte dei Conti, non negativo.