Petitto lascia il Pd: “In Campania partito succursale di Palazzo Santa Lucia”

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Si riporta la lettera del consigliere regionale Livio Petitto in cui comunica l’uscita dal Pd.

Ho atteso la scadenza del termine di presentazione delle liste per comunicare la mia decisione di restituire la tessera del Partito Democratico. È stata una decisione sofferta, ma non più rinviabile. Sofferta perché giunta al termine di un lungo confronto con Umberto Del Basso De Caro, al quale mi legano sentimenti di affetto e stima e con i tanti amici che sono stati generosamente al mio fianco in tutte le battaglie. Non più rinviabile perché il limite della tolleranza era stato, da molto tempo, superato.

Mi ero illuso di aver metabolizzato le prevaricazioni dell’agosto 2020 allorquando, con un atto di prepotenza senza eguali, ero stato escluso dalla lista regionale del PD. Mi sono ulteriormente illuso nel marzo di questo anno dando il mio contributo alla ricomposizione unitaria del partito dopo una lunga stagione di lacerazioni e sette anni di commissariamenti. Mi sono, da ultimo, illuso quando, aderendo ad una precisa richiesta del Segretario Letta, ho fatto domanda di iscrizione al gruppo consiliare regionale del PD ricevendo in cambio dinieghi e imbarazzati silenzi.

Continuare a sentirmi ospite in casa mia mi ha creato disagio. Essere guardato e trattato con sospetto o con sufficienza dalla “corte dei miracoli” di cui si circonda il presidente De Luca è insopportabile.

Ho preso atto, con profonda amarezza, che il Partito Democratico della Campania è una
succursale di palazzo Santa Lucia e che non vi è alcuno spazio di confronto né politico né
istituzionale. Il pensiero unico del presidente viene enunciato dai suoi convenzionati e, a cascata, eseguito dai livelli periferici.

Una condizione, per quanto mi riguarda, umiliante ed indegna della funzione pubblica territoriale che ricopro grazie alla fiducia di molte migliaia di cittadini irpini. Restituendo, con molto dolore, la tessera del partito nel quale ho militato sin dal 14 ottobre 2007 riacquisto la libertà di parlare di sanità, di trasporti, di infrastrutture e di tutti quegli
argomenti che toccano la vita dei cittadini irpini senza essere messo all’indice come un eretico. Parte da domani la mia battaglia di libertà contro un sistema di potere oppressivo ma, per fortuna dei cittadini campani, crepuscolare e declinante. L’unica bussola che mi guiderà sarà l’interesse del territorio che sono stato chiamato a rappresentare.

Viva Avellino. In alto la nostra Irpinia!