Pd – La Verde scrive ai ‘colleghi’: “Restiamo uniti”

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Avellino – Il neo capogruppo del Partito Democratico, Stefano La Verde, ha scritto una lettera aperta ai ‘colleghi’ del Consiglio, al senatore De Luca e al segretario del Coordinamento cittadino.

Caro Collega,
come risulta dagli atti del Consiglio comunale del 26 agosto, alcuni consiglieri, eletti nella lista del Pd nelle ultime consultazioni elettorali, hanno dato vita ad un gruppo autonomo. Non può certo sfuggirti l’estrema gravità politica di tale gesto – chiaramente inconciliabile con le regole sancite dallo Statuto del partito, – che ha fortemente leso l’unità – formale e sostanziale – del Partito Democratico proprio nella delicata fase dell’avvio dell’attività della nuova Amministrazione, così ledendone pesantemente l’immagine di fronte alle altre forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, e soprattutto di fronte all’opinione pubblica. Né valgono a cancellare la gravità di tale atteggiamento il voto favorevole espresso sul Bilancio e il proposito dichiarato di riconoscersi comunque nel Partito democratico. Lo Statuto del partito – e prima ancora le più normali regole di appartenenza e militanza politica – impone infatti l’unità e l’univocità del Gruppo consiliare, a prescindere da qualsiasi motivazione individuale o di mozione congressuale. Voglio ricordare, a questo proposito, quanto ha dichiarato proprio l’altro giorno l’on. Bersani alla Festa democratica di Genova: “Il PD si riunisce e decide. Eccezioni? Sì, ma anche quelle vanno regolamentate nello Statuto. Alla fine la posizione deve essere una”. E se questo vale in riferimento alle questioni etiche, ancor più vale per quelle politiche. E ciò fermo restando l’autonomia di giudizio, di proposta e di critica di ciascun consigliere, che intendo in ogni caso garantire e tutelare. Partendo però proprio dal proposito di riconoscersi nel PD, e per dare un esito concreto a tale proposito, occorre ora dare segnali positivi, in termini reciproci di dialogo e di disponibilità, avviando immediatamente un processo che valga a ricostituire l’unità anche formale del Gruppo consiliare, prima che il processo di lacerazione possa consumarsi producendo risultati devastanti quanto irreparabili.
Su tale linea, nel mentre ribadisco l’unicità del Gruppo che ho l’onore e la responsabilità di presiedere, e che è il solo legittimato a richiamarsi al Partito democratico, faccio appello al senso di responsabilità e di coerenza di ciascun consigliere – e specialmente di quelli aderenti al Gruppo autonomo -, affinché, in sintonia con le indicazioni degli organismi cittadini e provinciali del partito, possa quanto prima ricostituirsi l’unità del Gruppo consiliare del Partito democratico.
Per parte mia, sono da subito disponibile ad ogni dialogo, incontro e discussione che possa sanare la frattura così inopinatamente e dannosamente determinatasi. Ma, se tale obiettivo non dovesse essere condiviso e raccolto, sarà mio preciso dovere investire gli organismi del partito per la valutazione di quanto accaduto”
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