Operazione Caudium, il Riesame conferma il carcere per Pagnozzi e De Paola: scarcerato un indagato

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SAN MARTINO VALLE CAUDINA – Due conferme, una riforma della misura cautelare dal carcere ai domiciliari e una scarcerazione. Questo l’esito della discussione delle istanza di annullamento davanti ai magistrati della Decima Sezione del Tribunale del Riesame nei confronti di quattro indagati nell’ambito dell’operazione Caudium. Arresti domiciliari per De Paola Mario (che risponde di tentata estorsione aggravata aggravata dal metodo mafioso, partecipazione all’associazione e due acquisti di droga). Annullata l’ordinanza di custodia cautelare per De Paola Aniello cl. 90, tornato in libertà (risponde di partecipazione ad un acquisto e trasporto di 10 kg di droga da Roma a Napoli) entrambi difesi dall’avvocato Valeria Verrusio. Restano in carcere Paolo Pagnozzi ed Eugenio De Paola, il primo difeso dagli avvocati Giuseppe Milazzo e Immacolata Romano, il secondo dall’avvocato Valeria Verrusio. Pagnozzi aveva chiarito che le operazioni economiche con Erminio Pagnozzi (solo omonimo) non riguardavano fatti di droga come sostenuto dall’accusa, bensì il noleggio di vetture che il secondo aveva a Tufara Valle. Le motivazioni saranno rese note entro 45 giorni.

Il blitz

Un raid in un cantiere e ben 41 capi di imputazione relativi ad un vero e proprio “fiume” di droga che dal litorale laziale, da Aprilia, giungeva a Tufara Valle e da li alle piazze della Valle Caudina. Sono i numeri del secondo blitz che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha fatto scattare in pochi mesi contro il clan Pagnozzi, azzerandone i vertici.

L’operazione denominata Caudium

Nella stessa giornata dell’esecuzione delle misure l’Antimafia ha contestualmente notificato anche l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti dei ventitré indagati finiti coinvolti nel blitz “Caudium”, scattato all’alba dello scorso 4 dicembre nei territori di Avellino e Benevento. L’avviso firmato dai pm antimafia Simona Belluccio e Francesco Raffaele (attuale Procuratore Aggiunto di Avellino) riguarda la tentata estorsione compiuta nel luglio del 2021 da Nino Piacentile e Mario De Paola ai danni di un’impresa che stava realizzando un collegamento stradale a Castelpoto, quella di associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti nei confronti di quindici dei ventitré indagati e ben quarantuno capi di imputazione relativi alla detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nella maggior parte dei casi anche relativi a sequestri operati tra il luglio del 2021 e aprile 2022.