Oliviero giustifica i ‘ribelli’: a De Mita e Mastella chiede….rispetto

10 Gennaio 2006

Giornata intensa per lo Sdi irpino e campano che già nella prima mattinata si è ritrovato a Palazzo Santa Lucia per dirimere le questioni bollenti. Nella sede partenopea, a colloquio con il capogruppo regionale del partito Socialista Gennaro Oliviero, la delegazione capitanata dai sindaci di Marzano di Nola Franco Addeo, di Sperone Salvatore Alaia, di Volturara Edmondo Marra, etc. etc. Un confronto per ribadire il proprio no ad un ‘accentramento’ di funzioni che non va giù al gruppo ‘ribelle’ che da cinque giorni occupa la sede del capoluogo avellinese. Una protesta contro il segretario provinciale Luigi Mainolfi “che con i suoi mille incarichi, segretario, assessore, componente della direzione regionale e nazionale, è nelle vesti di controllore e controllato”.
Nulla di così ‘anormale’, semplicemente la richiesta di un Congresso apripista di una nuova designazione della segreteria provinciale che elimini “la evidente incompatibilità – dichiara Addeo – che vede protagonista Mainolfi segretario ed assessore e…”. Una richiesta ‘giustificata’ anche da uno dei massimi esponenti partenopei del partito del garofano che dopo un colloquio telefonico con il leader Boselli e l’esponente nazionale Rapisarda, da Napoli è giunto ad Avellino in tarda serata per ascoltare i sostenitori del ‘non ci sto’. Con Oliviero uno scambio di idee per saperne di più.

Lunedì impegnato per lo Sdi campano ed irpino. Lei a colloquio con il governatore Bassolino e poi con la Federazione irpina per ascoltare il gruppo ‘ribelle’ che chiede il rispetto delle norme statutarie. Dunque il congresso provinciale o il commissariamento della Federazione. Cosa si sente di dire a tale proposito?

“Perché definirlo gruppo ribelle. E’ un gruppo che chiede semplicemente un Congresso che è la massima espressione di democrazia di un partito”.

I sindaci Addeo, Marra, Alaia, Casciello, l’ex assessore Pacia, il consigliere Di Benedetto, lo stesso capogruppo avellinese Trofa etc. etc. hanno messo innanzi le proprie richieste di un maggiore equilibrio all’interno del partito che rappresentano. In particolare accusando l’attuale segretario provinciale di una gestione troppo ‘privatistica ed accentratrice’.
“Se c’è una richiesta di collegialità è giusto che venga rispettata per un partito che vuole continuare a crescere”.
Per quanto riguarda invece lo Sdi di Palazzo Santa Lucia, crede che ci siano le premesse per poter continuare il percorso con la coalizione Bassolino?
“Non siamo dei marziani. Chiediamo che valga la regola della democrazia. Che deve essere tale sia per chi ha un Consiglio, sia per chi ne ha dieci. Nessuno deve essere escluso dalla discussione. Noi siamo per il giusto equilibrio, la giusta collegialità, la giusta rappresentanza… e anche, perché no, per la giusta gestione di potere”.
Si riuscirà a far quadrato sulla crisi?
“Siamo ancora all’inizio. Se non c’è un riconoscimento e l’acquisizione di tutti i segnali…”, la situazione non si risolverà. “Ad ogni modo sarà l’esecutivo regionale dello Sdi a deciderlo”.
Cosa si sente di dire a Bassolino?
“Credo che Bassolino abbia tutti gli elementi sui quali riflettere. Noi chiediamo collegialità”.
A De Mita e a Mastella?
“Non credo che in politica ci siano partiti che non discutano e che non si confrontino. A De Mita e a Mastella: devono valere quello che valgono. Noi a loro diamo il giusto peso”.
A buon intenditor… poche parole.
(Di Teresa Lombardo)


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