Obbligo vaccinale sui luoghi di lavoro: la denuncia di Fdi alla Commissione Europea

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Nel giorno in cui entra in vigore l’obbligo di possesso del certificato di vaccinazione o guarigione per gli over 50 sui luoghi di lavoro, il circolo Fratelli d’Italia “Pippo de Jorio” di Avellino, con il commissario Vincenzo Quintarelli, e la Federazione Nazionale Dipartimento SELP delle Autonomie, con il segretario nazionale Vitoantonio Lippo, invieranno alla Commissione Europea una denuncia di infrazione della normativa comunitaria a seguito dell’emanazione del Decreto Legge n.1/2022.

“Tale disposizione legislativa, ancora in fase di ratifica del Parlamento, impedisce di recarsi sul posto di lavoro, pubblico o privato, a chi non è ancora vaccinato, anche nel caso si possedesse esame attestante la negatività al covid. I lavoratori con età superiore ai cinquanta anni, sprovvisti di certificazione vaccinale saranno considerati assenti senza giustificazione e, seppur non sottoposti a sanzione disciplinare e con diritto alla conservazione del posto, perderanno la retribuzione per i giorni di assenza. Tutto ciò fino al 31 giugno prossimo ma nulla impedisce a Governo o al Parlamento di prolungare tale disposizione oltre questo termine”.

“Fdi Avellino ed il S.E.L.P. Autonomie Locali considerano tale norma assolutamente discriminatoria per lavoratori e cittadini e totalmente ingiustificata dal punto di vista sanitario. Tali caratteristiche la rendono contrastante proprio con la normativa europea che la introduce a livello comunitario, discostandosi dai principi e dagli impieghi che per cui veniva creata la certificazione vaccinale. Centinaia di migliaia di lavoratori dipendenti rischiano la retribuzione per i prossimi mesi e la violazione del proprio diritto costituzionale al lavoro mentre pensionati, disoccupati o lavoratori under 50 potranno continuare a non vaccinarsi andando incontro, al limite, al pagamento della sola multa prevista”.

“Tale disparità di trattamento e le illogiche conseguenze che ne derivano, è alla base della denuncia che si è proceduto ad inviare alla Commissione Europea, a firma congiunta, nella speranza che l’apertura di una procedura di infrazione, possa far ravvedere il Governo sulle decisioni prese o scongiurare il rischio che il Parlamento Italiano approvi definitivamente la norma”.