Muore un anno dopo il pestaggio in carcere: la Procura chiede il processo per dieci imputati

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AVELLINO- La Procura di Avellino ha chiesto questa mattina davanti al Gup del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, il processo per dieci imputati, sette raggiunti da una misura cautelare con la piu’ grave accusa di omicidio aggravato di Paolo Piccolo, il detenuto deceduto il 18 ottobre scorso dopo un anno circa di agonia, altri tre gia’ condannati in primo grado nel processo con rito abbreviato per tentato omicidio. In aula il pm Giovanni Sodano. Il detenuto deceduto a causa del brutale pestaggio subito nel carcere di Bellizzi Irpino il 22 ottobre del 2024. Il Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza aveva firmato le sette misure cautelari per altrettanti indagati, che già erano sotto processo per il tentato omicidio, a seguito del decesso del ventiseienne trasmesso alla Procura in seguito alla tragica fine di Piccolo per procedere con la nuova contestazione di omicidio aggravato. La richiesta riguarda i sette presunti autori del pestaggio a processo davanti al Tribunale di Avellino per tentato omicidio. Si tratta di Crisci Sabato Francesco, classe 2005, detenuto a Pescara e difeso dall’avvocato Antonio Falconieri, Osemweige Nelly, classe 88 detenuto a Palermo, difeso dagli avvocati Fabio Gentile di Palermo e Lucio Coppola di Nola, Tarallo Valentino, classe 93, detenuto a Prato e difeso dagli avvocati Lucio Coppola del Foro di Nola e Francesco Liguori del Foro di Napoli Nord, Milo Pasqualino, classe 82, detenuto a Santa Maria Capua Vetere, difeso dall’avvocato Lucio Coppola, Gallo Luigi, classe 86, difeso dall’avvocato Antonella Senatore del Foro di Salerno, Benedetto Luciano, classe 82, detenuto a Secondigliano, difeso dall’avvocato Angelo Peccerella, Flammia Giovanni, classe 97, detenuto a Catanzaro, difeso dall’avvocato Gerardo Santamaria. La Procura ha chiesto il processo anche per due imputati che avevano già riportato una condanna nel giudizio abbreviato davanti al Gup del Tribunale di Avellino, nello specifico Zona Raffaele classe 94, difeso dall’ avvocato Antonio Izzo del foro di Santa Maria Capua Vetere, condannato a dieci anni e otto mesi e Capone Giovanni, classe 97, Casoria, difeso dall’avvocato Procentese Dario Carmine del Foro di Napoli Nord a sette anni e quattro mesi. I sette imputati raggiunti dalla misura cautelare bis erano stati già raggiunti da una misura cautelare ottenuta dalle indagini del Nic della Polizia Penitenziaria e dalla Squadra Mobile di Avellino per tentato omicidio aggravato oltre alla resistenza e al sequestro di due agenti della Polizia Penitenziaria nel marzo scorso, quella firmata dal Gip Elena Di Bartolomeo. La nuova indagine aperta dalla Procura di Avellino ha portato a chiedere le misure sulla base di una serie di elementi condivisi dal Gip del Tribunale di Avellino. L’udienza di questa mattina, a causa di un difetto di notifica ad alcuni dei difensori e’ stata rinviata al prossimo 17 giugno. I familiari di Paolo Piccolo, il detenuto deceduto dopo un anno di agonia, si sono costituiti parte civile nell’udienza preliminare, si tratta degli avvocati Costantino Ciardiello del foro di Salerno, Elena Manzi del foro di Roma e Antonio De Simone, del foro di Nola.
LA RICOSTRUZIONE
Nel capo di imputazione, si ricostruisce l’accusa nei confronti degli indagati in questi termini. La contestazione di omicidio e’ aggravata dall’avere adoperato sevizie, o l’aver agito con crudelta’ verso le persone. Cosa avvenne quella notte? La ricostruzione investigativa rileva che in concorso tra loro gli indagati con calci, pugni e urilizando bastoni, oggetti acuminati e contundenti avevano colpito Piccolo causandogli lesioni personali, in particolare “esiti di lesioni con trauma cranico severo”. Per questo Piccolo era stato ricoverato in prognosi riservata il 22 ottobre 2024 presso il Moscati di Avellino. Lesioni che avrebbero causato la morte del Piccolo, sopraggiutta, come e’ noto, il 18 ottobre del 2025 per “shock cardiogeno” presso il Moscati. Il raid scattato alle 22:15 al piano terra con il sequestro dei due agenti che erano nel boxe, uno dei quali costretto a salire al primo piano destro, dove si trovava la camera detentiva di Piccolo. Qui era stato selvaggiamente picchiato anche con oggetti accuminati. Tutto quanto è avvenuto dopo e’ purtroppo noto.