Movida amica della vita: chiusura ad effetto con il Ministro Rotondi

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Avellino – Un’iniziativa encomiabile. Uno sguardo approfondito sul mondo dei giovani. Sugli ideali, le speranze, il disorientamento e i problemi. Una lente di ingrandimento su un universo fragile e infuocato, pronto alla ribellione in molti casi e singolarmente remissivo in altri. I giovani di oggi sono stati analizzati in tutte le loro sfaccettature diventando finalmente protagonisti grazie all’iniziativa ‘Movida… amica della vita’ che oggi ha chiuso i battenti con una presenza d’eccezione: il Ministro Gianfranco Rotondi, circondato dal suo entourage e dagli infaticabili Fausto Sacco e Gianfranco Picariello. Accolto dal primo cittadino di Avellino Pino Galasso che ha fatto gli onori di casa fornendo all’iniziativa la massima disponibilità, il Ministro all’Attuazione del Programma è stato sottoposto ad una serie di interrogativi da parte dei direttori delle testate giornalistiche irpine: Antonio Porcelli (Irpinianews), Franco Genzale (Buongiorno Irpinia – Telenostra), Gianluca Galasso (Il Mattino), Rocco Urciuoli (Prima Tivvù), Gianpiero Fiore (Libero), Vito Faenza (Corriere della Sera). A moderare l’incontro il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Ottavio Lucarelli.
In sala il Colonnello dei Carabinieri Gianmarco Sottili, il Colonnello della Guardia di Finanza Mario Imparato, il Prefetto Ennio Blasco, il Questore Antonio de Iesu,il capitano Gabriele Papa, Nicola Moretti, Roberto Castelluccio, Ernesto Di Cecilia.
I giovani, le proteste contro la riforma scolastica, le presunte strumentalizzazioni, l’uso e l’abuso di alcol, la mancanza di lavoro, le ambizioni e la resa. Tutto in una sola sera.
“La manifestazione del Pd del 25 ottobre – ha esordito Rotondi – è stata convocata prima della riforma Gelmini ma è cascata a fagiolo nel piatto di Veltroni. Al capo dell’opposizione sono legato da una personale amicizia, è stato lui a chiudere la festa della Dc a Saint Vincent quindi lungi da me la volontà di fare polemica. Resta il fatto che a mio avviso ha sbagliato tutto. In campagna elettorale ha trasmesso un messaggio virtuoso: riformare la politica insieme a Berlusconi. Hanno proposto all’Italia due partiti all’insegna di un governo di collaborazione. Da una parte il Pdl che ha assorbito tanti partiti. Qualcuno ha deciso di prenderne parte, altri sono usciti. Casini, tanto per fare un esempio. Berlusconi ha rischiato. Veltroni no. Ha fatto un’alleanza con Di Pietro, se l’è annesso perché ‘ci prendeva’ ma i ristoranti che servono sia carne che pesce non vanno. Così Di Pietro ha messo Veltroni alla berlina e lui ha pensato di tornare indietro, mettere una pezza come si suol dire. Il risultato è che il governo non ha un’opposizione che offra una valida alternativa. Ci sono quattro opposizioni: Di Pietro, Veltroni, Casini e la Sinistra. Berlusconi può dire al Paese ‘io governo perché ho i voti’ ma considerate pure che dall’altra parte non c’è niente”.

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