Montaguto – Comuni irpini e pugliesi uniti in onore di S. Crescenzo

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Montaguto- La Comunità Montana dell’Ufita ed il Comune di Montaguto organizzano il corteo storico in onore di San Crescenzo. Si tratta della rievocazione di un evento risalente alla fine del 1700, che testimonia l’attaccamento dei montagutesi ai principi della libertà e della democrazia. Alla manifestazione, che si svolgerà domani, con inizio alle ore 18,30, parteciperanno i comuni di: Ariano Irpino, Savignano Irpino, Greci, Bovino, Castelluccio dei Sauri, Deliceto, Monteleone di Puglia, Orsara di Puglia e Panni. In quel tempo, il feudo di Montaguto era retto da Cristina Spinelli, principessa di Belmonte, che aveva instaurato un clima dispotico nei confronti dei sudditi, costretti a subire prepotenze di ogni genere. Una di queste riguardava il divieto: “nessuno sia seduto quand’ella vi si trovi” nella Chiesa Madre della Madonna del Carmine nel corso della liturgia delle cerimonie religiose. A lungo andare l’atto di arroganza suscitò la ribellione popolare del 1789 e la principessa, nonostante l’intervento dei suoi soldati, fu costretta a ritirarsi nel suo palazzo, attiguo alla chiesa, per revocare l’odioso provvedimento. L’evento segnò per i montagutesi l’inizio del riscatto sociale e la fine della sottomissione alle prepotenze della feudataria. Il popolo di Montaguto è orgoglioso e fiero -oggi come ieri- e la Comunità Montana dell’Ufita “ha deciso di partecipare -commenta il presidente Giuseppe Solimine- attivamente alla organizzazione della rievocazione proprio per rivolgere una particolare attenzione ad un territorio solo geograficamente marginale”. L’evento, che si svolgerà nell’antica piazza antistante la Chiesa Madre, richiama anche i comuni limitrofi delle province di Avellino e di Foggia. “Un elemento in più – conclude Solimine- che rappresenta quanto sia forte il senso dell’alleanza popolare ed istituzionale quando è in gioco la difesa del territorio e della dignità della gente. Ed è esattamente questo l’impegno che l’Ente montano ha assunto rispetto alle zone interne, che marginali non sono”.

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