Mercogliano – Operazione Hidra, arrestato il latitante Valente

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Mercogliano – E’ durata una settimana la latitanza di Carmine Valente. Come è noto, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, davano esecuzione ad un Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere ed arrestavano sei persone, tutte affiliate al Clan CAVA, perché responsabili a vario titolo di estorsione, favoreggiamento ed altro con l’aggravante dell’appartenenza alla associazione di tipo mafioso. Nel corso dell’operazione, denominata HYDRA, era sfuggito alla cattura Carmine VALENTE, nato a Mercogliano (AV) il 13 aprile ‘70, pastore, pregiudicato. I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino non gli hanno dato tregua mettendo in atto incessanti ricerche su tutto il territorio della provincia. Al normale piano di controllo, sono stati affiancati numerosi posti di blocco al fine di impedirgli la fuga. Molte sono state anche le perquisizioni eseguite sia presso la sua abitazione che presso quelle dei suoi più stretti amici e parenti. Nella tarda serata di ieri il VALENTE, braccato ed ormai senza alcuna via di fuga, si è costituito ai Carabinieri presentandosi presso la Stazione Carabinieri di Mercogliano, dove i militari del Nucleo Investigativo lo hanno immediatamente raggiunto per condurlo presso il Comando Provinciale dei Carabinieri dove gli notificavano l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli dott.ssa Pasqualina Paola LAVIANO per estorsione, violenza privata e favoreggiamento con l’aggravante dell’appartenenza alla associazione di tipo mafioso. Dopo le formalità di rito Carmine VALENTE è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino (AV) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione HYDRA era scaturita da una serie di episodi, tutti riferiti all’anno 2007, su cui hanno indagato i Carabinieri del Nucleo Investigativo. Le indagini, coordinate dalla dottoressa Maria Antonietta TRONCONE e dal procuratore aggiunto Franco ROBERTI della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno permesso di accertare cinque episodi di estorsione nei quali risultano coinvolti i sette affiliati al Clan CAVA. Sfruttando la loro nota pericolosità e vicinanza al Clan gli arrestati erano riusciti ad ottenere autovetture di grande valore o motociclette senza corrispondere il prezzo pattuito. Gli imprenditori temendo ritorsioni acconsentivano alla consegna della merce senza richiedere quanto pattuito od accettando in pagamento assegni risultati sempre privi di copertura. Un commerciante ha dovuto subire un’aggressione prima di comprendere la massima più volte ripetuta: “qui si fa come diciamo noi oppure non vivi più”. Con questo modus operandi sono riusciti ad ottenere autovetture, motociclette, pezzi di ricambi ed accessori per auto e moto per un valore di quasi 200.000,00 Euro.

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