Le radici di Ettore Scola, a Trevico si è conclusa con successo la commemorazione del grande regista

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scola ettore
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A Trevico, dal 10 al 14 maggio, si è svolta una bella manifestazione in onore del regista Ettore Scola, nato in quel piccolo paese dell’alta Irpinia nel maggio 1931. Ad organizzarla è stata un’Associazione molto attiva in territorio irpino che si pone l’obiettivo di salvaguardare il tessuto culturale della zona e la sua identità, radicata su tradizioni antiche, che meritano di essere ricordate e conservate. Irpinia mia – questo il nome dell’Associazione – ha la sua sede proprio nel piccolo centro di Trevico.

Pensare a un evento in onore di un personaggio di spessore come il Maestro Scola nel suo piccolo paese di origine non è stato facile. E’ stata pertanto privilegiata la dimensione affettiva, familiare, e si è scelto come fil rouge dell’evento il legame tra il regista e il suo paese, un risvolto poco noto della vita di Ettore Scola, il quale – forse pochi lo sanno – a Trevico ha trascorso l’infanzia, abitando nell’antico palazzo di famiglia dove risiedevano stabilmente i suoi nonni paterni.

A partire dal 10 maggio, data di nascita del regista, è stata proposta una rassegna cinematografica con la proiezione di alcuni film, a partire da Trevico-Torino. Viaggio nel Fiatnam, una pellicola del 1973 che evoca il rapporto del regista con il suo paese  focalizzando il tema dell’emigrazione e dell’approdo di giovani paesani nelle industrie del Nord, con tutte le difficoltà e le frustrazioni che questo spostamento comportava.

L’evento conclusivo della manifestazione si è tenuto nel pomeriggio di sabato 14 maggio all’interno del Centro Culturale Giuseppe Scola, intitolato al padre del regista e  inaugurato alcuni anni fa, un moderno centro multimediale allestito all’interno del  palazzo di famiglia in seguito alla donazione fatta al Comune di Trevico  con lo scopo di creare uno  spazio culturale e una biblioteca.

All’evento ha partecipato il fratello del regista, Pietro Scola, la cui presenza ha sottolineato la  valenza affettiva di un’iniziativa che ha riportato nella sua terra d’origine una persona che le vicissitudini della vita avevano allontanato da molti anni. Non sono mancati momenti di commozione da parte di Pietro alla vista della vecchia casa, che l’intervento di ammodernamento ha trasformato e reso funzionale alla nuova destinazione, lasciando tuttavia intatti alcuni dettagli significativi che evocano la storia e il passato del palazzo: il vecchio, grande camino di cucina, il soffitto affrescato dello studio, la terrazza invasa da piante profumate di lavanda…

Particolarmente suggestivo l’intervento di Pietro Scola che ha ricordato episodi dell’infanzia sua e del fratello Ettore, episodi vissuti proprio all’interno di quegli ambienti, storie che hanno cementato tra loro un legame forte, sullo sfondo di una famiglia patriarcale, la cui eco si coglie all’interno di molti film.

Centro della serata la presentazione di un libro che ripercorre in maniera romanzata i primi anni di vita di Ettore e Pietro Scola, la parentesi ‘trevicana’ della loro vita, un ritorno alle origini, che sbiadiscono nel tempo se non vengono ricordate e fissate.  Autrici Mariangela Cioria, Presidente dell’Associazione Irpinia mia e Giuliana Caputo, che hanno costruito il racconto sulla base di testimonianze e di informazioni assunte di prima mano.  Indovinato il titolo del volume ‘A chi appartieni?’, con un’espressione del luogo, abituale in passato e in uso sporadicamente ancora ora, che sintetizza in maniera efficace il suo contenuto, una storia che intreccia figure di ascendenti e di parenti che rimandano ad una comune ‘appartenenza familiare’.

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