“L’area sanitaria non funziona, ci tolgono l’acqua” la lettera dei detenuti di Bellizzi a Pietro Ioia

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Alcuni detenuti del carcere di Bellizzi hanno deciso di scrivere a Pietro Ioia, presidente dell’associazione Ex Detenuti Napoletani Organizzati e attivista per i diritti e il reinserimento nella società dei detenuti. Ioia ha poi condiviso sul suo profilo Facebook la lettera che è diventata virale.

“Alcuni detenuti dal carcere di Bellizzi Irpino hanno scritto una lettera, in forma privata per paura di ritorsioni, nella quale denunciano le critiche condizioni in cui sono costretti. Nella missiva indirizzata a Pietro Ioia, presidente dell’associazione ex detenuti napoletani organizzati, chiedono il rispetto dei loro diritti umani e civili” commenta in una nota il segretario provinciale del Partito di Rifondazione Comunizta, Tony Della Pia.

Della Pia prosegue: “Le irregolarità sono molteplici, dal punto di vista sanitario, fino ad arrivare alle attività di reinserimento, quindi scolastiche, professionali ed hobby, considerata la carenza di personale. Addirittura apprendiamo che durante la notte ed il giorno viene sistematicamente sospesa l’erogazione dell’acqua”.

“Nel gennaio 2019 il Garante campano per i detenuti, Samuele Ciambriello, in seguito ad una visita denunciava le microscopiche inadempienze riscontrate. I detenuti sono persone che avendo commesso dei reati scontano una pena che consta nella limitazione della liberta’ personale, quello che avviene nelle carceri e la disumanizza zio ne dell’essere, è incostituzionale. Come Rifondazione Comunista sollecitaiamo il garante provinciale e tutte le autorità competenti ad intervenire tempestivamente; nel frattempo provvederemo ad inoltrare una denuncia al Ministro della Giustizia” chiude Della Pia.