Il presidente Maggio “bacchetta” i colleghi: “Il consiglio comunale non deve essere un’arena dove scontrarsi”

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Ugo Maggio

Alfredo Picariello – Non è stato di certo una giornata facile per lui. Caratterizzata da diversi battibecchi, in aula e fuori. Ad ogni modo, per la seconda volta consecutiva in un anno, Ugo Maggio diventa presidente del Consiglio comunale di Avellino. “Sono dispiacuto per quanto è accaduto in aula. La mia sarà una figura di garanzia, come ribadito dal sindaco Festa. Il mio non è di certo il decimo assessorato come qualcuno, in modo pretestuso, vuol far credere. Non siamo alla ricerca di poltrone. Vogliamo soltanto garantire il corretto funzionamento dell’Aula”.

A differenza dello scorso anno, con una consiliatura caratterizzata dall’anatra zoppa, “oggi potrò rappresentare una reale funzione di garanzia affinché l’attività amministrativa vada avanti per il bene della città e affinché le minoranze individuino le reali problematiche da risolvere e la città abbia i propri benefici. Vanno solo evitate le querelle. Sarà importante mantenere l’educazione e la responsabilità in una consiliatura dove si vedono tante new entry, tanti giovani alle prime armi. Per me sarà un ruolo ancora più importante. La città ha voluto fortemente che si avviasse questa consiliatura e vede in noi una forte possibilità di rinascita. Per noi è un onere e un onore”.

Maggio lancia un appello a tutti i consiglieri: “E’ importate che si ricostuisca un clima sereno. L’Assise non deve essere un’arena dove scontrarsi e raggiungere obiettivi da guerriglia, ma soltanto un’area propositiva da cui partire ed ottenere risultati ottimi per la città. Il Presidente è una persona che garantisce maggioranza e opposizione. Io organizzerò e farò in modo che tutto fili liscio. Sarò propositivo solo per il bene della città. La mia sarà una figura di garanzia assoluta. Sono considerato il braccio destro del sindaco Gianluca Festa solo che in questo caso mi siederò alla sua sinistra. Vuol dire, quindi, che sarò il braccio destro dell’opposizione. Nessuna occupazione militare, la città non ne ha bisogno”.