“L’appalto rifiuti fa gola ai privati, giù le mani da Irpiniambiente”: l’allarme dei sindacati

“L’appalto rifiuti fa gola ai privati, giù le mani da Irpiniambiente”: l’allarme dei sindacati

17 Luglio 2020

Alfredo Picariello – Irpiniambiente paga la mensilità di giugno ai lavoratori, ma per la 14esima e per il mese di luglio ancora un nulla di fatto. “Ad oggi”, scrive la società nel verbale di incontro avuto con le organizzazioni sindacali, “non ci sono le condizioni di cassa per garantirne il puntuale pagamento”. La situazione della società irpina, insomma, è ancora ingarbugliata. I sindacati lanciano il grido d’allarme.

“Irpiniambiente è diventato un bacino elettorale”, dice Michele Caso della Uil. Nel mirino, l’enorme debito dei Comuni serviti dalla società, lievitato ormai a 47 milioni di euro. “Ci sono amministrazioni che non pagano da anni, Mercogliano addirittura dal 2010. Come è possibile una cosa del genere, come è possibile che il credito sia diventato così alto, senza che nessuno, in tutti questi anni, abbia mai alzato un dito? Noi sindacati abbiamo sempre battuto su questo tasto, avevamo avvertito anche il nuovo cda che a luglio, in queste condizioni, non ci saremmo arrivati. Non si può andare avanti così”.

Da qualche parte, a detta dei sindacati, si tenta di “sviare” l’attenzione, ponendo l’accento, in maniera negativa, sugli straordinari effettuati dai lavoratori. “Irpiniambiente, ad oggi – continua Caso – ha 70 lavoratori in meno rispetto al 2011, quindi il ricorso allo straordinario diventa quasi fisiologico. E’ l’azienda a chiedere lo straordinario ai lavoratori e non viceversa. Non si può bollare Irpiniambiente come un carrozzone. Certo, non siamo perfetti. Ma io credo che l’appalto dei rifiuti in questa provincia, del valore di 70 milioni, faccia gola a tanti. Noi invece dobbiamo far sì che la società resti pubblica”.

“La gestione completamente pubblica, come quella di Irpiniambiente, garantisce la legalità”, rimarca Nunzio Marotta dell’Ugl. “Non credo sia una cosa giusta attaccare la società chissà per quali scopi o finalità politiche. Dobbiamo tutelare Irpiniambiente. In questa provincia è una sorta di nuova Fiat, perché tra occupati diretti e indotto, riesce a creare circa mille posti di lavoro”.

Il 21 luglio, intanto, i sindacati sono stati convocati al tavolo di confronto con la società, con la Provincia e l’Ato, per discutere della gestione del ciclo integrato di rifiuti nella provincia di Avellino. Un fatto che viene salutato con estremo favore dai sindacati, come evidenziano Vincenzo Mango della Fiadel e Francesco Codella della Fist Cisl.