La consulente del Pm: “Giovanni e Elena, un amore tossico”. E quelle 60mila pagine di chat

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Lo si percepiva che era un’udienza importante. Periti schierati l’un contro l’altro armati, solo metaforicamente parlando, ovviamente. Ma ben agguerriti, ognuno pronto a far valere e sentire le proprie ragioni. In aula, non è si ripetuta la solita scena. Elena Gioia non era presente, ha preferito non esserci questa volta.

C’era Giovanni Limata, al quale la mamma ha continuato a mandare baci per tutta l’udienza. La “disfida” è iniziata quasi puntuale, questa volta. Verso le 10.20, la prima a prendere la parola è stata Raffaella Perrella, professore associato presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Luigi Vanvitelli. A nominarla il Pubblico Ministero Russo.

Perrella forse è stata colei che ha parlato di più, due ore e passa. Tra le altre cose, anche lei ha sottolineato le circa 60mila pagine di chat intercorse tra i due imputati. Un numero oggettivamente esorbitante che uno dei due fratelli della povera vittima, in uno status su facebook, ha evidenziato.

La professoressa Perrella ha parlato dell’angoscia di Limata, un’angoscia che il ragazzo tende a placare. Ma la sua sofferenza è enorme, soprattuto quando percepisce che una persona tende ad allontanarsi da lui.

Nel vissuto del ragazzo, ha continuato la Perrella, c’è una esperienza di violenza subita da bambino che ha inciso nel corso del tempo. Ma l’analisi della Perrella porta a concludere che il ragazzo era capace di intendere e di volere quando uccise Aldo Gioia, giungendo così alla stessa conclusione del professore Sciaudone, consulente nominato dal Tribunale.

In relazione ad Elena Gioia, la Perrella ha parlato di un amore tossico, quello tra la ragazza e Limata. Nel rapporto, non c’è mai stato nessuno che ha dominato sull’altro. Ci sono stati momenti in cui lui ha prevalso su di lei e viceversa.

In tutta questa vicenda, secondo l’esperta nominata dal Pubblico Ministero, ci sono tre protagonisti: Giovanni, Elena e la loro relazione. Una relazione perversa. Scavando sempre nel vissuto di Limata, la Perrella ha ricordato quando il ragazzo, da piccolo, è stato trasferito in una casa famiglia con la sorella più piccola. Evidenziando, poi, ancora una volta, la sua paura di essere abbandonato dimostrata da un eccesso di controllo verso quella che oggi è ormai la sua ex fidanzata.

Due fagilità che si sono messe insieme. E, se i due non si fossero incontrati, l’omicidio non ci sarebbe mai stato. I due hanno ammazzzto per mantenere in vita la loro relazione, ecco, dunque, un altro esperto perverso del loro rapporto.