La battaglia (politica) dell’acqua in Irpinia, tra corsi e ricorsi storici

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Ente Idrico Campano-acqua

“Dobbiamo far sì che il processo per l’affidamento del SII venga portato a termine entro i tempi previsti e nel pieno rispetto delle leggi. Dobbiamo difendere l’equilibrio all’interno dell’Ato perché una guerra tra Irpinia e Benevento equivarrebbe a consegnare l’acqua nelle mani del privato”.

Also Sprach (così parlò) Lello De Stefano nel corso dell’assemblea dei sindaci dell’Ato Calore Irpino del novembre di sei anni fa, una delle assisi dell’Ente d’Ambito irpino e sannita più accese che le cronache politiche ricordino.

Dal 2010 a questa parte è cambiata la normativa, la Legge, è cambiata la Giunta regionale, c’è stata (2011) la pronuncia del popolo italiano sul referendum Acqua Bene Comune, si è assistito a qualche cambio di casacca anche se i protagonisti (politici) della vicenda acqua in provincia di Avellino e Benevento sono, tutto sommato, le stesse persone che nella sede dell’Auditorium della Camera di Commercio di Avellino si diedero battaglia a colpi di slogan e manovre politiche dal sapor lontano di Prima Repubblica.

Il Pd di allora, rappresentato da una parte dall’allora esponente di Palazzo Santa Lucia Umberto Del Basso De Caro (oggi al Governo, ndr) e dal lato irpino da quello stesso De Stefano che di lì a breve sarebbe ri-diventato presidente dell’Alto Calore Servizi, come ebbe a dire l’UdC in una successiva nota, “… si dichiaravano sostenitori dell’affidamento in house del sistema idrico integrato” mentre nel contempo brigavano per ostacolarlo.

Ecco, a voler tirar una rapida somma e parafrasando una operazione matematica, potremmo dire che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non è cambiato.

Sulla vicenda acqua, il weekend appena trascorso ha visto la due giorni di incontri tra Alto Calore Servizi, Gesesa e Ato con i sindaci della provincia di Avellino. Alle fasce tricolori irpine – soci dell’Alto Calore Servizi – sono stati prospettati gli scenari futuribili in vista dell’ormai famosa (o famigerata?) ipotesi di aggregazione dei due maggiori consorzi che gestiscono il SII in Irpinia e Sannio.

Che –  si badi bene – rappresenta solo una delle tre opzioni promosse dalla nuova Legge regionale sul riordino del SII in Campania, nel particolare dal comma 6 dell’articolo 21 della legge 15 che prevede oltre all’aggregazione in un unico gestore, la gestione in house e la gara europea, da bandire nel caso entro il 3 giugno prossimo.

Tra commenti più o meno autorevoli e di parte, risultano esserci ancora mille dubbi in capo ai sindaci soci dell’Acs, interrogativi questi ultimi che verranno sciolti entro la metà di marzo (11 o 15, ndr) quando si terrà la prossima assemblea dei sindaci presso l’Ente di corso Europa.

E’ in quella sede che si tasterà concretamente il polso e la volontà dei soci-sindaci della provincia di Avellino; è in quella sede che si deciderà soprattutto il futuro geopolitico in vista delle prossime scadenze elettorali. Con buona pace di quanti porteranno avanti discorsi sulla salvaguardia del territorio e delle sue risorse.

Antonio Pirolo

 

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