SANTA PAOLINA – Ci sono fili che superano il confine del tempo, capaci di unire generazioni distanti e di ricucire la memoria di una comunità. Lo hanno scoperto sul campo le studentesse delle classi terza e quarta moda dell’indirizzo Made in Italy dell’Istituto “De Sanctis-Amatucci” di Avellino, protagoniste di uno straordinario percorso di formazione e alternanza scuola-lavoro articolato in cinque intense visite a Santa Paolina, la culla dell’antica arte del tombolo che qui viene chiamato “pizzillo”..Questa preziosissima opportunità formativa è stata resa possibile grazie alla sinergia istituzionale e alla sensibilità del Comune di Santa Paolina, sindaco Rino Ricciardelli, ha creduto fortemente nel valore di questo scambio. Ad accogliere le alunne con immenso calore è stata la Pro Loco locale, che ha messo a disposizione delle giovani un team di docenti d’eccezione guidate dalla direttrice della scuola di Tombolo Berardina Spinelli. Le maestre del tombolo tra cui Marcella, Olimpia, Michela Cecere, Giusy e Pina, con la loro straordinaria esperienza, pazienza e dedizione, non si sono limitate a insegnare la tecnica, ma hanno saputo trasmettere a tutte un profondo entusiasmo ed una grandissima passione per questa nobile arte..Al centro del percorso c’è il cosiddetto “pizzillo”, una raffinata e complessa tecnica tessile che consiste nell’intrecciare fili di lino o di cotone su un cuscino cilindrico (il tombolo, appunto), guidati dai movimenti precisi e ritmici dei tradizionali fuselli in legno, detti “tommarielli”. Un’arte che rappresenta una preziosa variazione storica del ruolo sociale ed economico che l’artigianato ha rivestito per intere famiglie del luogo. Un tempo, infatti, questo lavoro era insieme arte, mestiere e, soprattutto, una straordinaria occasione di socialità e di integrazione del reddito familiare. Attorno al tombolo le donne si riunivano, dialogavano e si sostenevano: insieme alla trama dei fili si intrecciavano storie, racconti, emozioni e tradizioni di un tempo. Una dimensione comunitaria e inclusiva che stimola un forte confronto con il presente, in cui spesso mancano momenti autentici di condivisione e di ascolto.
L’impatto emotivo sulle ragazze è stato forte. Le studentesse hanno potuto osservare da vicino la velocità e la grazia di mani che ripetono gesti millenari, provando a loro volta a cimentarsi con i fuselli e riscoprendo il valore della pazienza, della precisione e della manualità. A fare da splendido sfondo visivo a questa immersione nella tradizione è stato il grande murales storico che decora il paese: un’imponente opera d’arte urbana che cattura lo sguardo e che celebra, attraverso i suoi colori e le sue figure, proprio la figura della “pizzillara” e i motivi tipici del merletto locale (come la celebre foglia d’uva o la spina di pesce). Il murales ha offerto alle alunne un ulteriore e suggestivo spunto di riflessione sul senso del viaggio nella memoria e sulla sacralità delle radici del territorio.
Un ringraziamento speciale e sentito a nome di tutta la scuola va al Presidente della Pro Loco, Giuseppe Silvestri, alle colleghe insegnanti, al professore Antonio Genovese, referente per l’alternanza scuola-lavoro e promotore di questa splendida iniziativa, nonché alle preziose artigiane del tombolo per questo importante momento di crescita e formazione dedicato alle nostre studentesse. L’iniziativa ha riscosso il pieno plauso del Dirigente Scolastico dell’Istituto, l’ingegnere Pietro Caterini, fiero di promuovere percorsi capaci di unire la crescita professionale all’alta valorizzazione del patrimonio culturale e del “saper fare” territoriale.







