Il fatto – Magistratura sequestra due depositi Cdr a Caivano

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Dopo Tufino e Giugliano chiude anche il Cdr di Caivano in provincia di Napoli. nello specifico, il provvedimento della Magistratura prevede i sigilli per i due depositi dell’impianto di combustibile derivato da rifiuti. Nelle scorse settimane e’ stato chiuso l’impianto di Tufino mentre sono scattati i sigilli per due depositi dell’impianto di Cdr di Giugliano. A far scattare il provvedimento di sequestro per Caivano sarebbe stata la presenza nelle aree deposito di frazione organica stabilizzata e scarti della lavorazione non stoccati secondo le prescrizioni di legge. Anche se non sono state bloccate le linee di produzione, cosi’ come avvenuto a Giugliano, si teme che il mancato utilizzo dei depositi possa rallentare il processo di trasformazione della spazzatura in combustibile, ovvero l’assemblaggio delle ecoballe, e dunque della raccolta lungo le strade. Al commissariato di governo non nascondono preoccupazione. La soluzione alla crisi che ormai da mesi investe la regione e’ sempre lontana. La notizia ha colto di sorpresa l’assessore all’Ambiente di Comune di Avellino, Antonio Spina, che questa mattina aveva già a chiare lettere dichiarato la sua preoccupazione per il serio rischio che, da un momento all’altro, il Cdr di Pianodardine possa “scoppiare”, ovvero rischia la saturazione. Un rischio che potrebbe diventare realtà in quanto nella struttura del Nucleo Industriale oltre ai rifiuti della nostra terra vengono depositati anche quelli del nolano proprio come conseguenza della chiusura del Cdr di Tufino. Insomma, con i sigilli scattati nel tardo pomeriggio per il Cdr di Caivano la saturazione dell’impianto di Pianodardine è ormai alle porte. (e.b.)

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