Montemarano è una comunità che resiste, che continua a riconoscersi e a raccontarsi attraverso uno dei riti più antichi e identitari del Mezzogiorno. Il Carnevale di Montemarano, in programma dal 13 al 22 febbraio 2026, torna a riempire le strade del borgo con maschere, musica e danze che affondano le radici nella storia popolare del territorio.
In un contesto segnato dallo svuotamento e dallo spopolamento delle aree interne, il Carnevale montemaranese rappresenta un’eccezione virtuosa. A sottolinearlo è Roberto D’Agnese, referente per la Regione Campania del Centro di Coordinamento Maschere Italiane, che evidenzia come questa tradizione continui a produrre partecipazione e nuove energie:
«La cosa particolare è che, mentre in molti casi si assiste a un “naturale” allontanamento dalle tradizioni popolari, a Montemarano il Carnevale resiste, facendo sempre tantissime maschere e invertendo in parte questa rotta. Qui la tradizione popolare è ancora viva».
Cuore pulsante della festa sono le figure storiche del caporaballo e dei musicisti, veri attori protagonisti del Carnevale, che anno dopo anno acquistano nuovo vigore. Un ruolo fondamentale, in questo processo di rinascita culturale, è stato svolto dalla Scuola di Tarantella Montemaranese, che negli anni ha portato questa danza e la sua musica in tutta Italia, suscitando curiosità e coinvolgendo un numero crescente di appassionati.
Un lavoro di semina che oggi restituisce risultati concreti: «Tornano a Montemarano gruppi da fuori regione – spiega D’Agnese – nello specifico arriverà un gruppo di Bologna dell’associazione Allargate il Cerchio e Tarantarte, che porteranno circa settanta persone provenienti da Bologna, Ferrara e Milano. Sono operazioni che nel tempo stanno dando ottimi frutti».
Il programma del Carnevale 2026 si articola in più giornate, con convegni, laboratori, sfilate e momenti rituali. Si parte il 13 febbraio con il “Carnevale delle Culture”, mentre il 14 febbraio è dedicato al convegno sul Carnevale di Montemarano come patrimonio immateriale, con la consegna del premio Caporaballo d’Argento.
Il momento centrale arriva tra il 15 e il 17 febbraio, con le tradizionali sfilate dei cortei mascherati, lo stage di tarantella montemaranese, le danze collettive in piazza e la partecipazione attiva di bambini, musicisti e maschere. Il Carnevale si chiuderà il 22 febbraio con il suggestivo Carnevale Morto, il corteo funebre e la lettura del testamento, rito conclusivo che segna simbolicamente la fine del ciclo carnascialesco.
Tra stand enogastronomici, area camper, visite al Museo Civico Etnomusicale e una partecipazione sempre più ampia, il Carnevale di Montemarano si conferma non solo come evento festivo, ma come atto di resistenza culturale, capace di tenere insieme memoria, comunità e futuro.

