I GD di Avellino a Roma con il segretario nazionale Bersani

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Avellino – La manovra finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri è al vaglio del Parlamento Italiano. “La prima cosa vera che si riesce a scorgere nel testo è che il Governo ‘tiene fede alle indicazioni Europee senza mettere le mani nelle tasche degli italiani’. In realtà – dicono i Giovani Democratici della Provincia di Avellino – sta usando la tecnica del taglierino”.

“Con questa manovra correttiva, necessaria nella sua misura anche per gli effetti della crisi che il Governo per circa due anni ha affannosamente cercato di nascondere, a pagare non sarà di certo la totalità del Paese, ma quella fetta che dallo Stato dipende più o meno direttamente. Si ha come l’impressione che in Italia le responsabilità della mancata crescita, che nel corso di questi anni di governo di centro destra si sono registrate, siano da imputare solo ed esclusivamente ai dipendenti pubblici”.

“Sono loro, infatti, ad essere sbeffeggiati: con la manovra di fatto si bloccano gli stipendi pubblici ai livelli del 2009, gli incrementi automatici delle retribuzioni nel triennio 2010-2012, si chiudono per la quasi totalità del triennio le finestre pensionistiche e si tagliano “giustamente” i contratti a tempo determinato, si bloccano le assunzioni e le carriere nel pubblico impiego. Operazioni che in pratica producono un bel po’ di introiti per le casse dello Stato e chiedono all’universo giovanile di aspettare ancora un po’. Tutto ciò blocca i contratti nel pubblico impiego e umilia tutti quei giovani che dopo anni di sacrifici si ritrovano ancora una volta, con salari bassissimi, in quell’ascensore sociale che di ripartire proprio non ne vuole sapere. Questa manovra sopprime la cultura, le arti e la poesia rafforzando il modello sociale delle veline e dei lustrini imposto dai media berlusconiani: il decreto Bondi che accompagna la finanziaria decurta circa 230 istituti culturali dei fondi statali provocando in maniera consequenziale la loro chiusura; tagli indiscriminati che colpiscono un mondo di per sé debole che necessiterebbe al contrario di ulteriori incentivi dettagliatamente distribuiti e che non salvaguardano neppure tutte quelle che sono le eccellenze italiane riconosciute nel mondo”.

“Se la manovra non la paghi dalle tasche, la paghi sulla pelle: abbattere i risarcimenti statali per chi ha contratto l’HIV a causa di una trasfusione di sangue ed innalzare la soglia percentuale di invalidità dal 74% all’85% per l’attribuzione delle indennità statali, vuol significare mettere in campo politiche che danneggiano ulteriormente le fasce deboli della nostra società. Sarebbe impensabile per i Signori Berlusconi e Tremonti andare a colpire i falsi invalidi; è molto più semplice tagliare, e danneggiare di fatto quelle persone con disabilità intellettive di media entità, tra cui gli affetti da Sindrome di Down, che non trovano cittadinanza nel mercato del lavoro. Il carico assistenziale ricade, ancora una volta, esclusivamente sulle loro famiglie. “Possedere una macchina e poterla utilizzare sarà sempre più un privilegio non di tutti: dal Grande raccordo anulare di Roma alla Salerno-Reggio Calabria, da qui al 2012, agli italiani costerà sempre più caro circolare sulle autostrade italiane. L’Italia è uno dei Paesi Europei in cui costa di più percorrere tratti autostradali e per tale motivo il Governo nazionale reputa opportuno rincarare la dose ed istituire nuovi pedaggi. A chi piace l’idea di un Paese federale che cresce sul merito e sui virtuosismi locali, si porrà spontaneamente una domanda: come quel federalismo tanto decantato dal Governo e dalla Lega potrà trovare terreno fertile in Italia? In realtà con gli ulteriori tagli al FAS che si prospettano, senza gli incentivi di cui il Sud ha bisogno e senza una ridistribuzione equilibrata delle risorse, non si farà altro che dare ulteriore margine di crescita al divario tra Nord e Sud del Paese realizzando “forse” un altro passo in avanti verso la realizzazione del progetto della Lega di vedere sempre più due “Italie”: quella del nord ricca e produttiva e quella del sud povera e inefficiente”.

“Parlare di 25 miliardi di tagli alla Scuola pubblica, alla Sanità e agli Enti locali fa rabbrividire chiunque, ma la cosa importante è che “non incideranno direttamente sui cittadini”; – commenta Giuseppe Mercurio, Segretario Provinciale GD Avellino – “tagli indiscriminati nei vari settori e riduzioni del personale sono le linee guida di questo “provvedimento” che non ha né testa, né coda, né può avere una direzione precisa. In Campania e nella nostra provincia, la condizione del capitolo sanità passerà da uno stato di criticità a quello di drammaticità. Infatti la manovra, che affianca il Piano Sanitario Zuccatelli sottoscritto dal Presidente Caldoro, spiana la strada per la penalizzazione delle piccole aree interne e limitrofe rispetto ai centri più grandi, che di fatto si avviano a perdere i poli ospedalieri presenti”. Con questa finanziaria si umilia il settore pubblico che, nelle varie parti del Paese, pur vanta le sue eccellenze e che avrebbero dovuto rappresentare il faro in una riorganizzazione ottimale che di fatto non viene praticata. Non si legge tra le pagine del testo traccia significativa di interventi strutturali che lasci immaginare margini di crescita per il Paese. Quella che è attualmente è al vaglio del Parlamento è qualcosa che nulla ha a che vedere con l’applicazione di meccanismi che valorizzino produttività ed efficienze; è qualcosa che, al contrario di quanto affermato dal Presidente del Consiglio, mette non una, ma due mani nelle tasche dei giovani, che ancora una volta saranno i soggetti deputati a pagare lo scotto della crisi e degli interventi assurdi di questo Governo. Quei giovani che, in particolar modo qui al Sud, pagheranno ancora una volta e in maniera più intensa, ingiustizie inefficienze e malgoverno.”

Per questi ed altri motivi aderiamo e partecipiamo alla manifestazione del 19 giugno al Palalottomatica (ROMA) indetta dal nostro Segretario Nazionale Bersani. Nell’arco della settimana convocheremo nei circoli del territorio assemblee per discutere di questo capitolo importante, dei diritti civili per le comunità LGBTQ e del Napoli Pride del 26 giugno, della necessità di intervenire affinché, attraverso il referendum, si possa rilanciare con forza la discussione sulla gestione pubblica del servizio idrico integrato”.

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